Oggi studenti in piazza e sciopero Cobas

ROMA – Circa cinquanta sono le città dove oggi i giovani scendono in piazza per chiedere maggiori diritti allo studio e non soltanto: si parla anche di “colpi di finanziarie, tagli trasversali, rabbia di un’intera generazione”. Si sollevano dunque le prime proteste al governo guidato da Mario Monti.

A Roma i sindacati Cobas-Cub e gli studenti universitari sfilano contro “le politiche liberiste e capitaliste” del nuovo esecutivo. Dalle 10 parte un corteo da piazza della Repubblica fino a piazza SS. Apostoli, al quale parteciperanno anche i collettivi delle università che invece si sono dati appuntamento alle 9 alla Sapienza.

 

Nel pomeriggio, quando Monti è atteso al Senato, un gruppo di manifestanti di circa 200-300 persone proseguirà fino a Palazzo Madama per dare vita a un sit-in a rischio paralisi a causa dello sciopero del trasporto pubblico e delle due manifestazioni.

Sotto pressione sarà soprattutto il centro storico e per alleviare i disagi ai cittadini e agevolare la circolazione privata il Comune ha disposto l’apertura della zona a traffico limitato del centro e a Trastevere.

 

Lo sciopero del trasporto pubblico (indetto da Faisa Cisal per Atac e dal Sul per Roma Tpl) durerà 24 ore e riguarderà metrò, bus e tram; per quattro ore dalle 8:30 alle 12:30 tutto il servizio di trasporto della regione (indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Faisa Cisal e Sul). Cobas e Cub hanno indetto un giorno di sciopero per tutto il comparto dipendenti.

Previsti anche, dalle 12 alle 16, ritardi nel traffico aereo interno e iniziative in molte città, da Milano a Torino da Napoli a Palermo.

 

«Abbiamo salutato con soddisfazione la caduta del governo Berlusconi. Ma il governo Monti minaccia di essere altrettanto micidiale per i salariati, i pensionati, i giovani, i ceti popolari e, dopo l’approvazione della quarta manovraccia, ne annuncia una quinta per fine anno, avendo il sostegno anche di quel centrosinistra che non voleva sostituire Berlusconi per impedirne le politiche antisociali, ma casomai per intensificarle», sostengono i Cobas.

 

Per il collettivo Atenei in Rivolta con Monti, al governo «l’unico scenario che possiamo immaginare è quello di una vera e propria macelleria sociale fatta sulla pelle e i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, che siano dipendenti pubblici, a tempo indeterminato, precari, studenti. Vogliamo praticare una rottura reale con le politiche di palazzo e di alternanza governativa, in tutta Italia: un momento in cui riprendersi in mano la capacità di decidere sul nostro futuro e sulle nostre vite, ripudiando commissariamenti e fiducie da noi mai concesse».

 

La data del 17 novembre non è stata scelta a caso per questa giornata internazionale del diritto allo studio: il 17 novembre del 1939 gli studenti cecoslovacchi furono vittima di un eccidio nazista che aveva l’intento di reprimere le mobilitazioni contro la guerra. Lo stesso giorno del 1973 l’occupazione del Politecnico di Atene venne sgomberata dai carriarmati dei Colonnelli. Sempre i carri armati furono lo strumento di repressione per gli studenti cecoslovacchi nel 1989.

Quest’anno anche Occupy Wall Street ha rilanciato il 17 novembre, come data non solo studentesca che attraverserà tutti gli Stati Uniti d’America. Le mobilitazioni si svolgeranno in gran parte d’Europa e anche in Sud America e in Chile.

Natalia Radicchio

Foto| via www.mondoinformazione.com

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