Oggi in piazza il Pd “con l’Italia che vuole cambiare”

Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani

A poche ore dal voto di fiducia del 14 dicembre il Partito Democratico torna in strada per proporre un’alternativa valida ad un governo travolto da non poche turbolenze.

Due i cortei che si incontreranno a piazza San Giovanni e che partiranno da piazza della Repubblica e da piazzale Partigiani, entrambi guidati dai alcuni dei più noti esponenti del Pd.

Insieme al segretario Pier Luigi Bersani seguiranno il corteo da piazza della Repubblica anche Enrico Letta, Dario Franceschini, Massimo D’Alema, Piero Fassino, Franco Marini, Maurizio Migliavacca, Livia Turco, Gianni Cuperlo, Matteo Mauri, Matteo Orfini, Ettore Martinelli, Roberta Agostini, Cecilia Carmassi, Anna Maria Parente e Ignazio Marino, Beppe Fioron; con il corteo che partirà da piazzale Partigiani, il presidente Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, David Sassoli, Walter Veltroni, Luciano Violante, Ignazio Marino, Davide Zoggia, Marco Meloni, Stefano Fassina, Cesare Damiano, Paolo Gentiloni, Nicola La Torre, Stella Bianchi, Francesca Puglisi.

Il corteo vedrà una massiccia presenza dei lavoratori della cultura, dalle sette arti alla ricerca, penalizzati dagli ultimi provvedimenti del Governo.

A concludere la manifestazione il discorso del segretario Bersani, ma solo alla fine di un lungo pomeriggio di musica e riflessione: sul palco diversi artisti italiani tra cui Nina Zilli, Roy Paci e, naturalmente, Neffa con la sua “Cambierà”, ormai colonna sonora delle iniziative del Pd.

Nel bel mezzo dello scandalo della compravendita dei voti, il Pd cerca un modo per imporsi come vero fulcro dell’opposizione e sembra volersi ben differenziare da Sel di Nichi Vendola, da cui poco tempo fa è arrivata la proposta di fondere in un solo partito Pd e Sel.

La risposta di Bersani? «Noi il partito l’abbiamo già fatto e ci siamo presi anche una certa pena. Naturalmente, siamo interessati a riorganizzare il centrosinistra attorno a un programma chiaro, a impegni esigibili, senza ripetere più gli errori dell’Unione».

A prescindere da quello che succederà martedì prossimo, la manifestazione del Pd potrà suscitare idee contrastanti che oscilleranno tra l’idealismo e lo scetticismo, ma in realtà in questo momento della storia politica del Paese, la manifestazione di domani potrebbe apparire più una sorta di colpo di mano all’interno delle forze di centro sinistra che una manifestazione di piazza propriamente detta, un modo per corroborare la posizione del Pd e dare un’idea di partito di sinistra più forte di quanto non sia.

E per capirlo basta considerare tutti i punti che diversi partiti, tra cui il quasi nemico Sel, hanno sottratto al Pd: se davvero arriverà il momento della verità, come lo ha definito lo stesso Bersani, c’è da chiedersi quanto e come il Pd, e il resto della sinistra, saranno in grado di rispondere.

Francesca Penza

Foto via:   http://1.bp.blogspot.com

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