Oggi i funerali di Lucio Dalla

BOLOGNA – Chiusa, come previsto, alle 13:30 la camera ardente per coloro che hanno portato l’ultimo saluto al defunto cantautore Lucio Dalla, presso il cortile d’onore di Palazzo d’Accursio. In conso, invece, il trasferimento del feretro nella vicina basilica di San Petronio per la celebrazione del funerale.

Virginio Merola, sindaco di Bologna, ha proclamato una giornata di lutto cittadino con tato di bandiere a mezz’asta. Il trasferimento della salma sarà accompagnato dal suono della campana di dell’Arengo. Previsto uno straordinario e corposo afflusso di persone in piazza Maggiore, la piazza “grande” celebrata da Dalla in una sua famosa canzone. Pertanto, l’amministrazione comunale ha deciso di chiudere la piazza al traffico dalle ore 13:00 alle 17:00.

Sono, infatti, più di cinquantamila le persone che da ieri mattina affollano la città e la camera ardente di Lucio Dalla per rendergli omaggio. Circa trentamila, invece, i messaggi e le firme di cordogliolasciati all’uscita della camera ardente.

Tra la folla, dunque, sia gente comune che personaggi famosi, tra i quali anche Renato Zero (che si è fermato, in silenzio, per alcuni minuti accanto al feretro), raggiunto poi da Ron, Luca Carboni, Samuele Bersani, Jovanotti e Luca Carboni. Presente anche il calciatore Roberto Baggio, al quale Dalla aveva dedicato una canzone al tempo in cui militava tra le file del Bologna.

Vasco Rossi ha salutato il collega con una corona di girasoli. Altri omaggi floreali sono arrivati anche da Antonello Venditti, dalla Siae e dalle produzioni discografiche Universal e Sony. Altro omaggio anche da parte di Milly Carlucci e del marito Angelo.

Sul Resto del Carlino, invece, è stato pubblicato un necrologio proveniente dagli Stadio di Gaetano Curreri, grande amico e collega di Dalla. «Sei sempre uno dalle grandi trovate – si legge – ma questa ma quest’ultima non ci è piaciuta affatto. Prima o poi ce la paghi. Ciao Lucio».

Venditti, invece, in un intervento al sul Messaggero, afferma che «alla fine degli anni ’70, nel mio periodo più buio, mi accolse come un fratello ai suoi concerti. Ero completamente solo, senza casa, senza moglie e per giunta in crisi economica. Soffrivo di giramenti di testa e strane sensazioni suicide, non avevo coscienza di quello che ero, avevo perso ogni punto di riferimento. Lucio se ne accorse e mi ospitò nelle sue date. Smussava tutti gli angoli ai miei problemi e mi aiutò a tornare a casa».

Stefano Gallone

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