Oggi come ieri, la politica è un ‘Discorso grigio’. L’angoscia del non-leader a Lustri Teatro

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Marco Cavalcoli (Facebook: Fanny & Alexander)

“Tra pochi minuti il presidente parlerà alla nazione”. Una voce fuori campo annuncia il discorso di un fantomatico presidente. Che entra in scena, giacca e cravatta, su un palco completamente vuoto. In mano ha un microfono, sulle orecchie un paio di cuffie. Quando il timbro della voce scandisce le prime parole, e le mani fendono l’aria con gesti familiari, il dubbio si dissolve: è Silvio Berlusconi. Anzi, no. Pochi minuti dopo è Massimo D’Alema. Poi Bertinotti, Prodi, Pertini, Churcill. E, verrebbe da dire inesorabilmente, Grillo. Discorso grigio della compagnia ravennate Fanny & Alexander è andato in scena ieri a Lustri, interessante rassegna culturale irpina diretta da Enzo Marangelo, e non ha lasciato impassibile il pubblico del Centro ASI di Solofra.

Sul palco c’è il solo – strepitoso – Marco Cavalcoli. Uno, nessuno e centomila. Un corpo connesso e allo stesso tempo sconnesso, agitato da fremiti, gesti, smorfie, pernacchie. Tutti gesti politici, anche i più improbabili. Figli – si scoprirà nell’incontro con l’attore successivo allo spettacolo – di un lavoro d’archivio e attoriale certosino, e di un deus ex machina esterno al palco. Le cuffie nascondono infatti auricolari veri e propri, attraverso i quali arrivano dalla regia al “presidente” in scena i comandi da eseguire e input sul “presidente” da interpretare di volta in volta, seppur lasciando all’attore ampio margine di manovra. Un artificio sorprendente, se si considera la naturalezza con cui Cavalcoli riesce a variare da un registro all’altro nei circa 60 minuti di monologo.

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Cavalcoli sul palco di Solofra (Francesco Guarino)

Nato come radiodramma – Alla Nazione, andato in onda su Rai Radio3 il 26 novembre 2011 – Discorso grigio è uno dei “discorsi” di Fanny & Alexander: un progetto dedicato alle varie tipologie di ars oratoria rivolti ad una comunità. Discorso politico, pedagogico, religioso, sindacale, giuridico e militare. Un progetto in divenire, che culminerà in uno spettacolo finale che comprenderà tutti e 6 i discorsi ed i 6 differenti interpreti.

Discorso grigio esplora, ovviamente, forme e retoriche degli interventi politici ufficiali. Caratterizzandoli sino all’estremizzazione, sottolineandoli con una sonorizzazione costante, in bilico tra angoscia ed esaltazione, firmata The Mad Stork, Il presidente di Cavalcoli, in realtà, non esiste. O almeno non ci dà modo di capirlo. In lui convivono sgomitando aspetti formali ed informali di tutti i politici della storia recente d’Italia (e non solo), i cui discorsi e gesti si accavallano fino a diventare quasi indistinguibili. Un grigio, per l’appunto, con la sola voce multiforme dell’attore a dare una parvenza di riconoscibilità. Quando il presidente resterà solo con il proprio, vero pubblico, liberatosi di un’ingombrante maschera (un po’ horror, un po’ Putin, un po’ Ratzinger), dovrà affrontare prima di tutto gli spettri politici che ne attanagliano l’animo. E il “discorso” finale sorprenderà, ma forse neanche del tutto. Sono bastati pochi ritocchi, per ammissione dello stesso Cavalcoli, per adeguare Discorso grigio al panorama politico attuale. Qualsiasi altra considerazione ci pare davvero superflua.

Francesco Guarino
@fraguarino

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