Obesity Day, 20 milioni di italiani “super-ciccioni” nel 2025

indice massa corporea

Una tabella per il controllo dell'Indice di massa corporea

Roma – Venti milioni di italiani saranno obesi, e non solo sovrappeso, nel giro di appena tredici anni. Nel 2025, infatti, la popolazione italiana registrerà una percentuale di persone il cui Indice di Massa Corporea (o Bmi, Body Mass Index) supera quota 30, quando il normopeso è variabile tra 18,50 e 24,99.

I poco rassicuranti dati sulla salute alimentare, e fisica, dei nostri concittadini arrivano dagli studi dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, che nella giornata di ieri ha “celebrato” l’Obesity Day, una giornata dedicata all’obesità e a tutti i problemi legati al peso. Nonostante la crisi, quindi, sembra che gli italiani non rinuncino ai piaceri della tavola, fino ad abusarne in maniera preoccupante, visto che secondo i medici e i ricercatori dell’Aidnc a soffrire di problemi di peso, tra semplice sovrappeso e obesità (che si divide in tre classi, dalla I alla III a seconda del peso in eccesso), è più della metà della popolazione, ovvero trenta milioni di soggetti.

I rischi per la salute sono molteplici, e a questi si aggiungono quelli sociali, che per quasi tutti i cittadini dovrebbero essere combattuti sin dal nascere, attraverso una più severa e rigorosa educazione alimentare nel contesto scolastico, delegando così, almeno in parte, le scuole a provvedere a quel compito, l’istruzione sul cosa è buono e cosa non lo è, che da sempre è patrimonio e retaggio della cultura familiare.

Proprio dai bambini, infatti, arrivano i dati più preoccupanti, che evidenziano un ingrassamento sempre più rapido e sempre più precoce, e non è difficile immaginarlo, visto l’aumento progressivo della sedentarietà e del consumo di prodotti alimentari la cui genuinità è altamente discutibile.

Nel comunicato dell’associazione, inoltre, si fa leva sulle possibili soluzioni per ridurre una crisi, quella del peso, che come il debito sembra aver assunto un carattere patologico piuttosto che fisiologico nel Bel Paese: «aree di rispetto intorno agli edifici scolastici per consentire ai ragazzi di seguire dei percorsi pedonali in sicurezza, allo spazio di quartiere o isolato per i giochi di movimento dei bambini, ipermercati sostenibili nelle società postindustrializzate».

Non manca anche un riferimento alla tassazione straordinaria per le bevande gassate e tutta una gamma di alimenti particolarmente ricca di calorie e sodio, provvedimento studiato e messo a punto dal governo Monti ma prontamente cancellato dopo le prime reazioni, stizzite e anche violente, di produttori e consumatori. Al cibo si sa, gli italiani sono legati, anche più del dovuto.

Stefano Maria Meconi

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