Obama: il premio Nobel amico dell’Isis

Obama

foto: cambiailmondo.files.wordpress.com

Sta per scadere il secondo e ultimo mandato di Barack Obama. Al Presidente democratico nel 2009 venne assegnato il premio Nobel per la pace. Alla luce della geopolitica portata avanti in Medio Oriente, in particolare nei confronti dell’Isis, fu una scelta decisamente sbagliata.

L’Isis nacque il 29 giugno 2014, giorno in cui venne proclamata la restaurazione del califfato. Ad Obama, però, non interessò granché fino al 19 agosto dello stesso anno, quando gli uomini guidati da Abu Bakr al-Baghdadi uccisero il giornalista americano James Foley. A quel punto cominciarono le dichiarazioni contro l’Isis, ma a parte qualche bombardamento gli Stati Uniti non fecero niente. D’altronde l’Isis stava portando avanti quello che era, ed è, il vero obiettivo di Obama cioè la rimozione del Presidente della Siria: Bashar Al-Assad. In soccorso del capo di governo di Damasco arrivò nel settembre 2015 la Russia di Vladimir Putin. Da quel momento per l’Isis cominciarono i guai. L’ultimo fatto gravissimo risale a poche ore fa, quando nella notte italiana fra sabato 17 e domenica 18 settembre la cosiddetta coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha colpito e ucciso più di 60 soldati dell’esercito governativo siriano, i cui uomini rischiano ogni giorno la vita per combattere il califfato. Ad approfittarne è stato proprio l’Isis che ha riconquistato terreno nella zona di Deir el-Zor. Sostenere, come ha fatto il candidato repubblicano alla presidenza americana Donald Trump, che Obama è il fondatore dell’Isis è indubbiamente esagerato. È vero, invece, che per gli Stati Uniti di Obama l’abbattimento del califfato non è una priorità tanto quanto smantellare l’esecutivo di Assad.

Ma le colpe di Obama non finiscono qui. Il Presidente americano ha avuto ottimi rapporti con l’Arabia Saudita, cioè un paese la cui religione ufficiale è il wahhabismo, la versione più radicale e guerrafondaia dell’Islam a cui si rifà, in parte, proprio l’Isis. Alberto Negri, giornalista del Sole 24 Ore, ha perfettamente riassunto il rapporto fra Obama e la casata reale di Riyad: «Il Nobel per la pace Obama ha venduto 100 miliardi di dollari di armi all’Arabia Saudita in otto anni di presidenza». L’Arabia Saudita, oltre alla guerra in procura in Siria, sta anche portando avanti la guerra in Yemen contro i ribelli houthi. Non è un piccolo particolare.

Indifferenza nei confronti dell’Isis e vendita di armi a un paese in cui l’ideologia dominante ricorda molto quella dello Stato Islamico. Un tale bottino rende Obama il premio Nobel per la pace più immeritato, e vergognoso, della storia.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: cambiailmondo.files.wordpress.com

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