Obama: un disastro di Presidente da non rimpiangere

foto: newsitaliane.it

In un mondo in cui l’operato di chi fa politica si giudica solo in base alla retorica, al colore della pelle e ai gesti puramente simbolici non c’è da stupirsi se Barack Obama verrà ricordato dai media mainstream come un grande Presidente. Ma se si prendesse in considerazione anche il merito dei provvedimenti presi durante i sue due mandati allora il giudizio sarebbe decisamente diverso.

Obama, insieme a Sarkozy e Cameron, è intervenuto nel 2011 in Libia provocando la morte di Gheddafi e, soprattutto, facendo precipitare il paese nel caos (e gli italiani che hanno visto un incredibile aumento di flussi migratori proprio dalla Libia lo sanno bene). Nello stesso anno gli Stati Uniti di Obama (e di Hillary Clinton segretario di Stato) cominciarono a sostenere i cosiddetti ribelli anti-Assad in Siria. La natura di questi ribelli venne presto a galla: i combattenti moderati vennero di fatto inglobati in formazioni che di moderato avevano e hanno ben poco (ne sanno qualcosa i cristiani di Siria che fino al 2011 vivevano in pace e che poi hanno cominciato a essere perseguitati dai combattenti wahabiti che vogliono cacciare il Presidente Assad). Per quello che riguarda la presunta lotta all’Isis degli Stati Uniti è sufficiente ricordare che fino al 19 agosto 2014, quando gli uomini guidati da Abu Bakr al-Baghdadi uccisero il giornalista americano James Foley, Obama non sembrò interessato al califfato autoproclamatosi tale il 29 giugno dello stesso anno. E anche in seguito gli americani hanno solamente compiuto qualche bombardamento ma se lo Stato Islamico ha perso uomini e terreno lo si deve all’esercito arabo-siriano di Assad, agli Hezbollah, ai pasdaran iraniani, ai curdi e all’aviazione russa.

Gli Stati Uniti guidati da uno dei premi Nobel più guerrafondai di sempre hanno venduto 1,29 miliardi di dollari di bombe intelligenti all’Arabia Saudita, la quale ha utilizzato queste armi (anche) per continuare la sua operazione militare in Yemen nel silenzio generale e assordante della comunità internazionale. Inoltre, con Obama i rapporti fra Stati Uniti e Russia sono arrivati ai minimi storici dalla caduta del muro di Berlino ad oggi.

La situazione che Obama ereditò dal suo predecessore George W. Bush era indubbiamente gravissima. Fare peggio era praticamente impossibile ma Obama ce l’ha fatta e oggi il mondo è meno sicuro rispetto al 2009. Non si sentirà la sua mancanza.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: politicsandreligion.bestontheweb.com; newsitaliane.it

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