Saturday, May 25, 2013

Obama apre la caccia ai divi di Hollywood

Post di francescadorothy data: dicembre - 13 - 2011

Barack Obama con sua moglie Michelle nel salotto dell'Oprah Winfrey Show

Roma – La campagna elettorale del presidente degli Stati uniti in carica Barack Obama, ricandidato alle presidenziali del 2012 entra nella la fase centrale e sono in molti a chiedersi quali divi di Hollywood sosterranno la sua causa questa volta, anche se in realtà bisognerebbe chiedersi se qualcuno lo farà.

I motivi per cui il dubbio è legittimo sono molto semplici: col passare del tempo sembra che Obama abbia deluso tutti gli attori e le personalità dello spettacolo che nel 2008 hanno votato, sostenuto economicamente e dato lustro al primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti.

Storicamente la factory hollywoodiana è sempre stata dalla parte dei candidati democratici – con le dovute eccezioni, per esempio il defunto e “guerrafondaio” Charlton Heston, Arnold Schwarzenegger, Bruce Willis, Mel Gibson, Kurt Russell, David Lynch, Chuck Norris, Tom Selleck e altri che, seppure numerosi, sono comunque mosche bianche nel panorama hollywoodiano – e con la corsa alla Casa Bianca di Obama lo star system non poteva che cavalcare l’onda della novità, investendo forse troppo su Obama in termini di aspettative: tutto il mondo si aspettava un po’ troppo da lui, anche a causa della forte valenza simbolica che la sua elezione ha assunto.

È finita così la storia d’amore tra Obama e molti eminenti esponenti del cinema e della televisione statunitense. Il primo nome che viene in mente è di certo quello di George Clooney – anche perché l’ex pediatra ribelle col nostro Paese ha avuto un particolare legame – seguito da quello di Steven Spielberg e di Tom Hanks, tre personaggi che hanno donato cifre con molti zeri – cinque, rispetto ai quattro di media di altre star – per sostenere la campagna elettorale del 2008. Non che abbiano deciso di virare verso candidati repubblicani, semplicemente non supporteranno in maniera così sostanziosa il presidente in carica.

Altri due nomi “pesanti” – non solo dal punto vista prettamente hollywoodiano, ma anche perché entrambi sono attivisti di rilievo impegnati su più fronti – sono da depennare dalla lista dei ferventi sostenitori di Obama, Matt Damon e Robert Redford. Il primo – che alle scorse presidenziali si dedicò alla campagna elettorale in Florida – ha di recente dichiarato a Piers Morgan della Cnn che Obama «ha travisato il suo mandato. Ha rischiato al buio su certe cose», mentre il secondo ha accusato il presidente di non essere stato abbastanza coraggioso nel proporre nuove e necessarie riforme.

Abbandonando per un momento il cinema e guardando al piccolo schermo, anche Oprah Winfrey – la popolare conduttrice tv ed editrice statunitense considerata una vera e propria opinion leader – ha deciso che non sosterrà pubblicamente Barack Obama, pur avendo dichiarato che il presidente avrà il suo voto. Questa nuova posizione di Oprah – che nel 2008 tra donazioni, raccolte fondi, party e quant’altro ha contribuito in modo massiccio al successo di Obama – potrebbe influire molto sul voto di una fetta consistente della popolazione, basta pensare che secondo un’analisi del New York Times Oprah è stata in grado di portare a Obama più o meno un milione di voti.

Matrimoni omosessuali, diritti umani, giustizia sociale, cambiamenti climatici, questi i temi spinosi male affrontati o ignorati da Obama, atteggiamento che i divi di Hollywood proprio non riescono a mandar giù e che li ha spinti a lanciarsi in dichiarazioni poco entusiaste: la delusione è calata su Hollywood, mentre il resto degli Stati Uniti sembra disilluso da un bel pezzo.

Con queste defezioni, cui se ne aggiungono molte altre – hanno fatto un passo indietro, tra gli altri, anche Sharon Stone, Ben Affleck, Angelina Jolie e Michael Moore, che non ha digerito la gestione dell’affare Guantanamo – resta il dubbio su chi deciderà di esporsi pubblicamente per appoggiare Obama mentre è sempre più evidente come il Partito repubblicano potrebbe offrire al presidente in carica il vantaggio più grande: le primarie repubblicane stanno mettendo in luce i lati e i personaggi peggiori del partito.

Molto probabilmente Obama vincerà di nuovo, ma questa volta perché gli statunitensi sceglieranno quello che ritengono il male minore.

Francesca Penza

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