Obama all’alba di un nuovo scontro. Il nemico questa volta è lo spinello

Il referendum sulla liberalizzazione rischia di diventare un’arma strategica per i repubblicani. Cresce il divario politico

di Margherita Kochi

San Francisco – Il 2 Novembre la California voterà per la liberalizzazione della marijuana. Il presidente Obama dichiara di essere pronto allo scontro qualora il referendum dovesse far passare la cosidetta “Proposition 19”, permettendo la legalizzazione dello spinello. Attualmente, i sondaggi effettuati nel Golden State rivelano che la maggioranza degli elettori è favorevole ad abbattere una delle ultime barriere del protezionismo. Sono numerose le autorità che si stanno schierando con Obama contro la liberalizzazione. Lo stesso governatore uscente della California, Arnold Schwarzenegger, lo sceriffo di Los Angeles e molte altre forze dell’ordine pubblico si sono dichiarate “non a favore” della Proposition 19. Si sono fatti sentire anche i maggiori responsabili della Drug Enforcement Administration (Dea) e lo stesso presidente del Messico, Felipe Calderon, il quale ha addirittura lanciato un monito contro i rischi che una tale decisione potrebbe avere sul narcotraffico, rendendo la California di fatto un “narco Stato”, un paradiso per i maggiori spacciatori messicani. Qualora infatti il commercio di stupefacenti potesse contare sulla California quale mercato di sbocco per i suoi traffici, la droga poi potrebbe essere facilmente esportata in tutti gli altri Stati degli Usa o addirittura in America Latina.

Le motivazioni – Gli elettori della California vedono nella legalizzazione dello spinello, la fase finale della lotta decennale contro l’ex cultura autoritaria. Attualmente a queste opinioni tradizionali a favore della liberalizzazione, si sono aggiunte anche le argomentazioni pratiche delle lobby che fanno leva sui benefici economici di un’eventuale tassa sulle droghe leggere. Ed è proprio sul risanamento dei conti Usa, provati dalla crisi economica, che stanno puntando gli attivisti americani. L’obiettivo è sfruttare un momento economico contingente per far passare la Proposition 19, che propone la legalizzazione del possesso di un’oncia di erba per uso personale e la coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno, dell’ordine di circa 2,5 metri quadrati. Dopo la decriminalizzazione dell’uso dello spinello per scopi terapeutici in oltre 13 Stati, ora gli attivisti della East Coast propongono di fare il passo successivo. Tra i benefici indicati l’incremento delle entrate fiscali, la riduzione del contrabbando e della criminalità violenta tra Usa e Messico legata al narcotraffico. Questo perché come sottolinea Ethan Nodelmann, direttore esecutivo della Drug Policy Alliance, l’organizzazione per la liberalizzazione della marijuana, la legalizzazione sarebbe interamente disciplinata dal governo che ne controllerebbe ogni aspetto.

Ma la risposta di Obama al riguardo è stata molto ferma e decisa, qualora la riforma sulla liberalizzazione della marijuana passi in California, gli agenti dell’Fbi e dei reparti anti-narcotici “applicheranno le leggi federali con il massimo rigore”. Obama si prepara dunque a combattere una nuova battaglia. Washington ha annunciato che dichiarerà guerra al Golden State qualora intralci la lotta globale contro tutte le tossicodipendenze. Obama dovrà agire con molta cautela e precisione strategica su questo dossier, soprattutto alla vigilia delle legislative Usa di metà mandato previste a novembre, perchè la questione della liberalizzazione dello spinello rischia di diventare un’arma strategica nelle mani dei repubblicani per tentare di ridurre ulteriormente il livello di gradimento del presidente, sfruttando il divario politico interno a fini elettorali.

Foto | via www.indipendenze.org;

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