Obama accetta la sfida: «Altri 4 anni per risollevare l’America»

Obama e Clinton (politicaesocietà.blogosfere.it)

Charlotte – Si è conclusa nella notte, con l’investitura ufficiale di Barack Obama,  la convention democratica di scena a Charlotte, in North Carolina, dove il presidente statunitense in carica ha accettato davanti al suo partito  la candidatura che potrebbe valergli l’eventuale riconferma alla Casa Bianca. «In palio non c’è solo una scelta tra due candidati o due partiti, ma tra due diversi percorsi per l’America, tra due visioni fondamentalmente diverse del futuro. Qualcosa che segnerà la vita nostra e dei nostri figli per decenni» ha commentato l’attuale leader degli Stati Uniti, presentato a sorpresa sul palco dalla moglie Michelle.

Nel corso del suo lungo discorso di accettazione, Obama non ha dunque mancato di rimarcare le profonde differenze tra il suo approccio governativo e quello sinora presentato dallo sfidante Mitt Romney, punzecchiato in più occasioni: «In politica estera è piuttosto un novizio. Se consideri la Russia il primo nostro pericolo e non al-Qaida vuol dire che sei bloccato ai tempi della guerra fredda». La riflessione sul rivale è anche occasione di ricordare che l’attuale amministrazione ha invece rispettato tutti gli impegni presi in materia di lotta al terrorismo.

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Parole più caute quelle usate per commentare la situazione economica del Paese: seguendo la scia  del realismo già tracciata da Bill Clinton in occasione del suo intervento, Barack Obama ha rivendicato il merito di aver scongiurato il disastro, pur consapevole che gli Stati Uniti non sono ancora al riparo dagli effetti della crisi. «Non mi avete eletto per dirvi quello che voi volete ascoltare ma per dirvi la verità» ha precisato per poi invocare pazienza e maggiore senso di responsabilità. «La ripresa non sarà né rapida, né facile» ha concluso mettendo a segno l’ennesima allusione a un Romney forse troppo ottimista circa la possibilità di un rilancio forte e immediato. Evidente il tentativo di conquistare la platea con un approccio pragmatico alla situazione.

Solo nel finale, tra gli applausi del pubblico, il presidente si abbandona alla retorica: «L’America non è in declino, non vi conviene scommettere contro il nostro Paese».

 Mara Guarino

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