Nuovo governatore Bankitalia. Berlusconi fa sapere “Stiamo provvedendo”

Mario DraghiROMA – Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai giornalisti che gli domandavano se avesse già inviato al Consiglio superiore della Banca d’Italia la lettera con il nome del nuovo governatore, ha risposto «Stiamo provvedendo». Il Premier sarebbe quindi al lavoro per mettere a punto la comunicazione riguardo il successore di Mario Draghi, alla Bce dal prossimo 1 novembre, ma da questa affermazione non è affatto chiaro se la lettera sia già stata trasmessa oppure no.

Meno disponibile è stato il primo ministro, interpellato dalla stampa appena fuori dalla Camera, nell’offrire spiegazioni su un secondo quesito riguardo possibili problemi o ostacoli alla proposta di nomina di Lorenzo Bini Smaghi per occupare la poltrona che tra meno di due settimane sarà vacante; Berlusconi ha infatti preferito non pronunciarsi su tale questione, così come non si è sbilanciato con chi lo incalzava per sapere se Saccomanni, direttore generale di Bankitalia, fosse o meno il prescelto.

«Devo essere riservato». Così si è schermato il presidente del Consiglio dietro un muro di silenzio, forse per non dover fornire altri dettagli e spiegazioni alla stampa su una comunicazione che tutti attendono con trepidazione considerato che lo statuto di Bankitalia prevede un preciso iter per la nomina, che parte esattamente dalla proposta del capo del Governo. Berlusconi sperava forse ieri sera, durante l’incontro al Quirinale con Giorgio Napolitano, di trovare un valido supporto alla sua idea di puntare sul nome di Lorenzo Bini Draghi, ma il capo dello Stato gli ha raffreddato gli entusiasmi con un cauto «Ci pensi bene, ci pensi bene».

Al Colle, Napolitano ha quindi richiamato il premier ad un rispetto delle procedure e degli adempimenti previsti dalla legge, in maniera rigorosa e senza forzature in modo da giungere ad una conclusione il più possibile condivisa da tutti. Berlusconi si trova così di nuovo al centro della vexata questio del nuovo governatore, stretto tra le opposte pressioni di chi vorrebbe una nomina nel segno della continuità e chi invece vorrebbe battere altre strade: per lui il problema più grande rimane la possibile reazione del Consiglio superiore di Palazzo Koch.

Resta quindi vivo il toto-poltrona tra i candidati in lizza: Fabrizio Saccomanni, direttore generale dell’istituto di via Nazionale, caldeggiato dall’uscente Draghi; Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro espressamente voluto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e che non dispiace neppure a Bossi; il componente del consiglio esecutivo della Banca centrale europea Lorenzo Bini Smaghi.

Redazione

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