Nuovo attentato in Libano, morto ex ministro Mohammed Shattah

attentato in libano

Attentato a Beirut

Non si ferma la scia di violenza e in Libano torna a scorrere sangue. L’ex ministro Mohammed Shattah è stato ucciso questa mattina da un’ autobomba a Beirut. Al momento le vittime dell’attentato dovrebbero essere cinque. Shattah, musulmano sunnita, era un uomo dell’opposizione molto vicino all’ex primo ministro Al Hariri. L’ATTENTATO- auto devastate e diversi corpi a terra in fiamme, questo lo scenario raccapricciante che si è presentato questa mattina non lontano dall’albergo Four Season dove alle 9.30 si doveva tenere una riunione della coalizione del 14 marzo favorevole all’opposizione siriana. Un’ autobomba è esplosa uccidendo tra gli altri Shattah, ex ministro delle finanze. Secondo l’agenzia di stampa libanese l’obiettivo degli attentatori sarebbe stato uno stretto collaboratore di Saad Hariri ex premier, figlio di Rafik Hariri, primo ministro ucciso anch’egli in un attentato il 14 febbraio 2005 insieme alle sue guardie del corpo e al suo ministro dell’Economia Bassel Fleihan. In quell’occasione fu chiamato in causa come mandante dell’omicidio direttamente il governo siriano. Tra Hariri e Damasco c’erano, infatti, stati degli attriti prima dell’attentato, in un rapporto dell’Onu furono addirittura citati come responsabili dell’assassinio ufficiali siriani e membri del servizio segreto libanese. L’ULTIMO CASO- L’ultimo caso di attentato, in Libano, è stato il 19 novembre, neanche un mese fa. Due kamikaze, uno a piedi e l’altro a bordo di un’autobomba si fecero esplodere in un quartiere meridionale di Beirut, nei pressi dell’ambasciata iraniana. In quell’attentato morirono venticinque persone e più di cento rimasero ferite. L’attentato, rivendicato dal gruppo jihadista libanese le Brigate Abdullah Azzam, vide tra le vittime l’addetto culturale dell’ambasciata Ibrahim Ansari oltre alla guardia del corpo dell’ambasciatore iraniano in libano e all’ imam Al Jayadin. Numerosi furono anche i civili. L’attentato, provocato da oltre 100 chili di tritolo, danneggiò sei edifici dell’ambasciata e una moschea sciita.

Fonti foto: Corriere.it e lapresse.it 

Serena Prati

@Se_Prat

 

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