Nuova condanna per l’attivista cinese Chen Wei

Lo scrittore Chen Wei

Nella giornata di ieri, il tribunale di Suining, nel Sichuan, sud ovest del colosso asiatico, ha condannato a nove anni di reclusione con l’accusa di incitamento alla sovversione del potere statale, l’attivista e scrittore Chen Wei.  Prova delle colpe dell’artista, secondo il giudice, una serie di articoli (4!) apparsi tra il 2009 ed il 2011, inneggianti alla democrazia e critici verso il sistema attuale.

Lo scrittore, in carcere dallo scorso febbraio, a quanto sembra non ha mai avuto alcuna possibilità, durante la detenzione in attesa del processo, di incontrare i suoi avvocati, motivo questo per il quale sono in molti a ritenere che la sentenza fosse già stata scritta.

Secondo quanto dichiarato dai suoi avvocati, Chen Wei non intende neanche appellare la sentenza del tribunale, che risulta essere fino ad oggi una delle più dure tra quelle inferte negli ultimi tempi a coloro relazionati con la cosiddetta “Rivoluzione dei Gelsomini”, un movimento di protesta che ha cercato di emulare la Primavera Araba, ma a cui Pechino ha tagliato presto le gambe.

L’intera vicenda, cosi come la pena, è simile a quella del Premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo, condannato a undici anni sempre per alcuni articoli apparsi su internet, e con il quale Chen Wei collaborava abitualmente.

Plinio Limata

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