“Nudi e felici”, solo la solita commedia americana

locandina di Nudi e feliciHollywood non è nuova a questo genere di operazioni commerciali e per farlo usa quasi sempre rodati attori con un ottimo stuolo di fan per portare, con poca spesa, un’ottima resa. La commedia rosa in America ha da sempre un buon riscontro di pubblico e se a firmarla c’è la casa di produzione gestita da Judd Apatow, allora il risultato non può essere che buono, ma il nuovo prodotto statunitense, Nudi e felici (in originale Wanderlust), per il momento non ha portato a casa i risultati sperati, complici molti fattori. Da noi il film uscirà il 10 agosto e se in patria è arrivato alla modica cifra di 17 milioni (né infamia né lode) in Italia potrebbe non farcela a raggiungere il milione.

George e Linda sono una coppia ormai affiatata. Da poco si sono potuti trasferire a Manhattan e, grazie ai due lavori che stanno facendo, possono permettersi un mini appartamento, sogno di una vita. Lei è volubile, sempre alla ricerca del lavoro giusto e si arrabatta creando video melensi poco appetitosi. Lui invece è costretto in una multinazionale dove svolge il suo compito dal suo ufficio senza alti né bassi. Entrambi vengono licenziati e per loro è giunto il triste momento di far ritorno ad Atlanta, da principio ospitati dal fratello di lui, spocchioso, sgarbato e volgare. Stufi delle sue angherie scappano e si ritrovano in una comunità hippie dove l’amore è condivisione e il gruppo ascolta ogni genere di sfoghi senza blocchi mentali, aiutato da una droga molto potente. Lì soprattutto Linda scopre la sua vocazione tra colorati personaggi, mentre il suo rapporto con George va in crisi.

Il regista David Wain (a breve uscirà anche con That’s My Boy) porta una commedia d’amore con una coppia ormai rodata nel mondo ridereccio. Jennifer Aniston da una parte, bella, sempre in forma (e lo dimostra anche nel suo topless camuffato nel film), anche se sottotono nella sua prestazione attoriale. Dall’altra invece Paul Rudd, comico in continua ascesa nel panorama hollywoodiano, è bravo e lo afferma anche in questo piccolo film, senza troppi voli pindarici. I due sono affiatati, tanto da sembrare una coppia anche nella realtà, ma certamente la pellicola non aiuta, visto che i protagonisti monodimensionali acquisiscono una certa impronta solo quando Rudd decide di far divertire, anche se questo comporta un distaccamento dal personaggio stesso.

Il ritmo è piatto, nessun colpo di scena, nessuna gag degna di nota che possa far valere il prezzo del biglietto, anche se qualche piccola risata il film la strappa, ma sempre grazie ai suoi intepreti. Infatti le note positive arrivano dai comprimari. Il capo della comunità, un connubio di aplomb selvaggio e hippie, Justin Theroux, diverte ogni volta che compare sullo schermo aiutando le scene ad elevarsi maggiormente mentre il fratello di George, interpretato da Ken Marino, è un’esplosione di bravura, sempre perfetto nel ritmo delle battute e nonostante le sue brevi apparizioni regala scene di puro divertimento. Il film però non si esalta in nessuna sua parte. La sceneggiatura è spenta, il ritmo, come detto, piatto, le gag sono trite e ritrite, e la regia adombrata da una pochezza tangibile. Insomma, l’estate certamente non aiuta per il suo successo, ma Wain ha certamente messo del proprio.

Andrea Bandolin

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