Nucleare, decisi i parametri di individuazione siti centrali

In Italia si cerca di ritornare all’energia atomica. Via libera al decreto legislativo che fissa i criteri di individuazione dei siti dove verranno costruite le centrali nucleari

di Sabina Sestu

nucleare

Il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha proposto il decreto per la “localizzazione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica e nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio, nonché di misure compensative e campagne informative“. Nel decreto, dunque, non viene individuato nessun sito, ma solo i criteri attraverso i quali, nel prossimo marzo, verranno fissati i luoghi idonei ad ospitare le centrali.

Saranno i privati a decidere dove verranno costruite le centrali. Scajola, infatti, ha dichiarato:  ”Con questo provvedimento si sono fissati i criteri per la localizzazione dei siti dando come obiettivo prioritario non soltanto la loro sicurezza, ma anche le esigenze di tutela della salute della popolazione e di protezione dell’ambiente”. E ha aggiunto: “Sulla base di tali criteri saranno poi le imprese interessate a proporre in quali zone intendono realizzare gli impianti nucleari”.

Il provvedimento sul nucleare seguirà un iter che porterà nel 2013 alla costruzione della prima centrale elettrica a combustibile nucleare. Obiettivo principale? L’affrancamento, almeno parziale, della dipendenza energetica dell’Italia dall’estero con particolare attenzione alla sicurezza delle persone e alla protezione dell’ambiente. A proporre il provvedimento è stato il ministro Scajola, coadiuvato  dai ministri dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e delle Infrastrutture, Altero Matteoli. L’atto verrà esaminato dalla Conferenza Stato-Regioni e sottoposto al parere delle Commissioni Parlamentari, per tornare al consiglio dei ministri per il varo definitivo. Il Cdm , nei tre mesi successi, presenterà un  documento contenente la “strategia nucleare” con il quale descriverà gli obiettivi. A seguito di questo documento, gli operatori interessati presenteranno le loro proposte per la realizzazione degli impianti.

Le aree che verranno ritenute idonee ad ospitare le prossime centrali nucleari italiane devono rispondere ad “uno schema di parametri di riferimento relativi a caratteristiche ambientali e tecniche”. Gli enti preposti a fissare i parametri suddetti sono: il Ministero dello Sviluppo Economico, quello dell’Ambiente e dei Trasporti, su proposta dell’Agenzia del Nucleare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo stesso.

Le Caratteristiche ambientali riguardano, “popolazione e fattori socio-economici, qualità dell’aria, risorse idriche, fattori climatici, suolo e geologia, valore paesaggistico, valore architettonico-storico, accessibilità”. Mentre quelle tecniche riguardano, invece, la “sismo-tettonica, distanza da aree abitate, geotecnica, disponibilità di adeguate risorse per il sistema di raffreddamento della tipologia di impianti ammessa, strategicità dell’area per il sistema energetico e caratteristiche della rete elettrica, rischi potenziali indotti da attività umane nel territorio circostante”.

Sono anche stati previsti dei compensi da destinare ai territori che ospiteranno le centrali nucleari. Saranno dei benefici economici calcolati su base annuale che verranno corrisposti anticipatamente per ogni anno di costruzione dell’impianto; l’aliquota è pari a 3.000-4.000 euro per ogni Mw sino ad una potenza di 1.600 Mw, “maggiorata del 20% per potenze superiori”. Anche le province e i comuni che ospiteranno i prossimi impianti nucleari riceveranno benefici economici, così come i comuni contigui all’impianto, entro un’area di 20 chilometri. Le imprese e gli abitanti delle zone coinvolte avranno sconti in bolletta elettrica, per i rifiuti urbani, per le addizionali Irpef e Irpeg e per l’Ici.

I territori che ospiteranno le centrali nucleari saranno considerati “di interesse strategico nazionale” e perciò “soggetti a speciali forme di vigilanza e protezione”.

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