Nucleare, accordo tra Iran e 5+1. Delusione Israele

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Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama

Ginevra – Nella notte è stato raggiunto l’auspicato accordo sul nucleare iraniano tra l’Iran e le potenze mondiali del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania). Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha dichiarato che si tratta di «un primo passo importante che apre la strada ad un’intesa generale entro sei mesi».

L’ACCORDO - Parlando in diretta tv Obama ha inoltre chiesto al Congresso di non imporre sanzioni all’Iran che «potrebbero far saltare questa intesa di Ginevra, che è un primo passo promettente». Tuttavia Obama ha invitato Teheran a rispettare i patti, altrimenti gli Stati Uniti adotteranno nuove sanzioni.

In base ai termini dell’accordo, l’Iran si è impegnato a interrompere l’arricchimento dell’uranio sopra il 5%, a non aggiungere altre centrifughe e a neutralizzare le sue riserve di uranio arricchito a quasi il 20%, mentre le maggiori potenze non imporranno per i prossimi sei mesi sanzioni a Teheran. Il segretario di Stato americano John Kerry ha commentato l’accordo di Ginevra con un post su Twitter: «un primo passo che rende il mondo più sicuro. Ora c’è ancora da lavorare».

MALCONTENTO ISRAELIANO - Ma non tutti sono contenti di questo accordo. Israele ha commentato l’accordo con parole dure: il ministro israeliano per le Questioni strategiche, Yuval Steinitz ha dichiarato che «questo accordo era e resta un accordo cattivo, che renderà difficile raggiungere una soluzione definitiva adeguata». «Israele non può associarsi alle festicciola internazionale essendo essa basata su un inganno iraniano e su un autoinganno», da parte dei Paesi del 5+1, ha concluso Steinitz. Anche il premier Benjamin Netanyahu ha commentato con amarezza: l’Iran «ha ottenuto esattamente quanto voleva: un alleviamento sostanziale delle sanzioni e il mantenimento di componenti importanti del proprio programma nucleare».

CONTROVERSIE - il sito dell’emittente statale iraniana Press Tv ha riferito l’annuncio del ministro degli Esteri e capo-negoziatore, Mohammad Javad Zarif, secondo il quale il diritto iraniano all’arricchimento dell’uranio è stato riconosciuto nell’intesa. «Il trattato di non proliferazione – ha aggiunto – afferma che niente nel trattato può privare un Paese del diritto inalienabile alla tecnologia nucleare per obiettivi pacifici, arricchimento incluso», ha concluso. Tuttavia un responsabile americano ha invece dichiarato che l’intesa «non riconosce il diritto all’arricchimento». Sembrerebbe quindi che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, le perplessità di Israele siano fondate.

Alberto Staiz

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