Le Nozze reali “made in Italy” e il tocco pugliese per la camicia di William

LONDRA – Dopo le trovate multimediali, il ritratto che un artista inglese ha creato utilizzando 11mila caramelle gommose, le scatole di profilattici, le bustine da tè – e persino un mega freezer-frigorifero! – raffiguranti la coppia abbracciata che sorride, la bambola di Kate Middleton va a spasso per Londra assieme ai tanti fan che l’hanno acquistata in edizione limitata nel negozio Hamleys (http://www.adnkronos.com/IGN/Mediacenter/Fotogallery/?id=3.1.1890394546_001).

Ma non è solo la patria degli sposi reali a farsi sentire strepitosamente per l’attesissimo matrimonio di domani.

 

Per quanto riguarda il nostro Bel Paese infatti, oltre alle prevedibili statuine del Presepe di San Gregorio Armeno, Sulmona ha inviato un pacco regalo contenente diversi chili di confetti bianchi e dorati in una composizione artigianale a forma di un bouquet di fiori, e i fratelli catanzaresi Maurizio e Piero Scicchitano hanno composto una melodia d’augurio - adattata e tradotta da Luca Marino – e l’hanno inviata alla Clarence House e all’azienda di famiglia dei Middleton.

E soprattutto, lo stilista-artigiano Angelo Inglese ha realizzato – udite, udite – nella sua sartoria di Ginosa di Puglia la camicia nuziale di William.

 

Nell’azienda a conduzione familiare dieci “artigiani” specializzati realizzano pezzi unici che hanno conquistato anche la casa reale britannica, arrivando infatti a confezionare due camicie bianche per l’occasione: «con piccole differenze, quasi impercettibili: per entrambe collo classico da cerimonia, tessuto pregiato, bottoni in madreperla. Oltre 30 ore di lavoro accurato e nel segno della tradizione a cui abbiamo voluto aggiungere come omaggio della sartoria dei fiori all’occhiello all’uncinetto», spiega lo stilista.

 

Una camicia reale sull’impronta di quelle realizzate dalla sartoria nata nel 1955 nel comune della provincia di Taranto dal lavoro del padre, degli zii e della nonna di Angelo Inglese. «Le nostre camicie – afferma quest’ultimo – sono quelle di una volta: tessuti popeline, tutto cucito a mano, asole ricamate, bottoni in madreperla, colli personalizzati, orlo della camicia ribattuto con filo di seta. Un lavoro che si sviluppa a contatto con il cliente, studiando insieme tutti i particolari».

 

Un percorso che ha portato l’azienda di Ginosa di Puglia ad affermarsi e conquistare i mercati internazionali, a cominciare da quello giapponese. Il contatto con la casa Reale è arrivato infatti grazie al passaparola dei clienti che negli anni sono passati dalla sartoria: «Dopo il Giappone, la Germania, il Belgio, l’Olanda, dove siamo presenti con pochi e rinomati rivenditori, stiamo muovendo i primi passi nel mercato statunitense. Ma – continua lo stilista – la nostra ‘casa’ resta qui in Puglia, a Ginosa, nel suo centro».

 

Tra le altre iniziative italiane, per il “royal wedding” il British Institute of Florence, prestigioso ente culturale britannico dove Kate frequentò nell’autunno del 2000 un corso di storia dell’arte rinascimentale, si è organizzato in grande stile. Nella sala Ferragamo (la casa di moda è tra i mecenati dell’istituto) sara’ allestito un maxi screen, un monitor gigante per seguire dalle 11.30 in diretta ‘live’ tutte le fasi del matrimonio trasmesse per televisione.

 

Gli ingressi sono limitati, ed è previsto un brindisi collettivo alla coppia di sposi e un lunch a buffet. All’epoca Kate Middleton era solo una studentessa proveniente da una famiglia benestante che per tre mesi entrò a far parte della comunità di migliaia di giovani britannici e americani che ogni anno, da sempre, raggiungono Firenze per ampliare le loro conoscenze sulla letteratura, l’arte, la lingua e la storia d’Italia.

Ma le iniziative legate alla favola del Millennium Wedding non finiscono qui…

Natalia Radicchio

Foto| via www.adnkronos.com

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