Notte della Taranta 2013, Melpignano animata dal violoncello di Sollima

Giovanni Sollima (video.repubblica.it)

Giovanni Sollima, protagonista della Notte della Taranta 2013 (video.repubblica.it)

Solita folla nel piazzale dell’ex convento degli agostiniani a Melpignano per il concertone finale della Notte della Taranta.

L’evento è stato introdotto da un pre-concerto che ha visto sul palco tra glialtri Eugenio Bennato, che oltre a pezzi della tradizione ha cantato anche un proprio inedito, e da un notevole fermento sui social network, in particolare su Twitter dove in molti si sono scatenati con l’hashtag #taranta, compreso il ministro della cultura Massimo Bray.

Il violoncello di Giovanni Sollima, maestro concertatore, è stato la costante di tutto l’evento. Gli archi hanno ricoperto un ruolo centrale grazie anche alla presenza dei Venticello: venti violoncelli che hanno suonato insieme all’Orchestra popolare della Notte della Taranta.

Prima del violoncello di Sollima, con un intro sull’Antidotum Tarantulae, un testo del 600, è stato proiettato il video Lu rusciu de lu mare, un pezzo storico della tradizione suonato in chiave jazz mediterraneo dai Locomotive e cantato da Giuliano Sangiorgi, che è stato poi ripreso in coda al concertone da Emma Marrone, madrina della serata, che ne ha dato invece una versione tradizionale appassionata e coinvolgente da buona salentina.

Dopo l’intro, una bellissima suite iniziale introduce un coro femminile intensissimo fino a quando entra in scena la Pizzica di Galatone con la voce forte e precisa di Alessia Tondo, protagonista vocale indiscussa della serata, soprattutto quando regala al pubblico una versione di Beddha Ci Dormi, raffinata e dal sapore antico.

Una menzione particolare va agli ospiti. Niccolò Fabi che, con un salentino non molto fluido ma con tanta emozione, canta una poetica Quandu te llai la facce scatenandosi poi con la Teresina: umile, bravo, ironico. Max Gazzè parte con una strabiliante e serratissima versione del Ballo di San Vito ma incespica poi nel dialetto meno ritmico di Kalinifta, struggente serenata d’amore, salvata dal suono magnetico del violoncello di Sollima.

Notte della Taranta (salento.com)

Il palcoscenico della Notte della Taranta (salento.com)

Tra gli artisti della tradizione salentina un posto in prima fila va sicuramente al Canzoniere Grecanico Salentino che, con una coinvolgentissima Pizzica di Aradeo ha ipnotizzato la folla, grazie anche allo straordinario violino di Marco Durante, che ha reso il brano a tratti intensissimo, e alla voce di Maria Mazzotta: un’autentica voce popolare.

Anche Antonio Amato ed Enza Pagliara che ci hanno regalato un’esecuzione de Le Tre Sorelle impeccabile, insieme ad Antonio Castrignanò, sono tra gli interpreti eccellenti della tradizione.

Se ci fosse un premio da dare, questo andrebbe, però, sicuramente al momento “femminile” della serata con  l’esecuzione di Fimmene Fimmene, cantato dalle voci femminili dell’Orchestra della Taranta con Antonio Amato, incorniciato da una coreografia apposita di Maristella Martella, che ha introdotto Ninfa Giannuzzi con un ‘intensissima ninna nanna dedicata ai bambini siriani e «per ogni pace bambina contro ogni maledetta guerra adulta».

(Foto: video.repubblica.it / turismo.leoblog.it / salento.com)

Serena Prati

@Se_Prati

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