Una notte al museo, iniziative in tutta Italia

Eventi in tutto il paese per l'iniziativa del Ministero: si potrà andare al museo fino a mezzanotte

museo

Una notte al museo torna anche nel 2014 (ilmessaggero.it)

Roma – Stasera, la notte che trascorre tra il 25 e il 26 gennaio, tornerà l’iniziativa “Una notte al museo”, con aperture straordinarie di alcuni musei italiani che rimarranno disponibile per i visitatori fino a notte fonda. Un successo che sottolinea anche il ministro per i beni e le attività culturali Massimo Bray, uno dei promotori istituzionali di questo evento.

MUSEI – Gli istituti museali e culturali coinvolti sono tantissimi: Reggio Calabria con i bronzi di Riace, Firenze con le Cappelle medicee, Roma con la Crypta Balbi, il Museo nazionale etrusco le terme di Diocleziano e molti altri ancora, attraversando tutte le regioni d’Italia.
L’elenco completo è disponibile sul sito del Ministero e riguarda veramente moltissime città, alcune con più di un evento o di un centro museale coinvolto: l’apertura notturna di questa sera, che nella maggior parte dei casi durerà fino alle 00.00, è solo parte  di un’iniziativa di più ampio respiro, che ormai dura da tempo e che sta dando i suoi frutti nella promozione culturale del paese.
Questo è anche il commento del direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, Anna Maria Buzzi: «la determinazione di tutto il Ministero ci ha consentito di portare avanti questo ambizioso progetto che si è rivelato un grande successo di pubblico e ha contribuito ad incrementare il numero complessivo dei visitatori dei luoghi della cultura statali del 5%. Questo importante risultato ci sprona ad andare avanti»

BRAY – La soddisfazione del ministro è tangibile anche durante la presentazione dell’evento: «Ho lavorato molto per questo progetto – ha spiegato ai mezzi d’informazione – che avvicina i nostri musei agli standard europei e intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza di questi luoghi, quali riferimenti essenziali per la promozione dei territori e dunque significativi veicoli di sviluppo economico. I cittadini e i turisti avranno la possibilità, fuori dai consueti orari di visita, di ammirare il patrimonio culturale dell’Italia».
Un indubbio segnale politico, quindi, che riguarda la necessità di guardare alla cultura – e al turismo – come risorsa essenziale per il futuro del nostro paese: un bel cambio di direzione rispetto al tremontiano “con la cultura non si mangia”.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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