Norvegia in allarme per la mancanza di burro

ROMA – In questi giorni, mentre una forte crisi economica sta mettendo a dura prova i Paesi di tutto il mondo, Italia compresa, la Norvegia si trova invece a fronteggiare un’emergenza di tutt’altro genere: la mancanza di burro. Tale grave carenza si registra nel paese scandinavo già da alcune settimane, ma attualmente sta assumendo i contorni di un vero e proprio caso di stato.

Il burro costituisce una delle materie prime utili alla preparazione di dolci e biscotti, e in questi giorni, con l’arrivo imminente delle festività natalizie, la produzione dei dolci della tradizione può accusare forti perdite e difficoltà. Si ritiene, infatti, che la Norvegia rischi di trovarsi senza alcun panetto di burro proprio entro il giorno di Natale.
Le cause della mancanza di tale alimento sono le più diverse. Innanzitutto pare abbiano giocato un ruolo fondamentale i cambiamenti climatici. Questi hanno determinato una forte concentrazione di precipitazioni durante la stagione estiva comportando una minore produzione di foraggio per le mucche e da qui di latte, crollata del 25 % rispetto alle annate precedenti.  Per altri invece, le responsabilità della situazione sarebbero da ricondurre soltanto all’errata politica del maggior produttore di burro della Norvegia, la società cooperativa Tine.  Inoltre, di recente, in Norvegia sta avendo molto successo una nuova dieta denominata “Lavkarbo, dieta che prevede il consumo di una notevole quantità di grassi, tra cui rientra anche l’ormai ambito burro.  Un regime alimentare che elimina totalmente i carboidrati in favore proprio dei grassi. E mentre in libreria spopolano i testi dedicati a questa nuova dieta, i banchi frigo dei supermercati invece restano vuoti.

Una preoccupante reazione a catena che ha colto la Norvegia del tutto impreparata. E per avere a disposizione questo alimento, c’è chi è disposto addirittura ad andare a comprarlo nei Paesi vicini, dando vita a quello che è stato ribattezzato lo “shopping del burro”.  Altri invece fanno ricorso al contrabbando o al mercato nero.
Altro tasto dolente in tale emergenza è costituito senza ombra di dubbio dalla politica attuata sulle importazioni dal governo di Oslo. Una politica volta al più serrato protezionismo, che ostacola fortemente le importazioni dall’estero, complicando ulteriormente la situazione. Tuttavia, per fronteggiare l’emergenza pare che l’Autorità Agricola della Norvegia si sia dichiarata disponibile ad abbassare, in via del tutto temporanea, il dazio imposto sul panetto di burro.

La Norvegia quindi, sta cercando di correre ai ripari e di rimediare a tale crisi. E mentre sul web fioccano le proteste e la disperazione dei norvegesi, i vicini danesi ironizzano facilmente sulla situazione: durante un programma televisivo si sono offerti di donare un migliaio di panetti alla Norvegia. Solo il vicino Belgio trarrà dei vantaggi da tale crisi fornirà, infatti, ai norvegesi diverse tonnellate di burro proprio per fronteggiare in prima battuta tale grave crisi. Almeno fino a Natale i dolci saranno assicurati.
Angela Piras

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