Non solo sesso estate. I miti erotici da spiaggia

David Hasselhoff - Mitch, il bagnino dei sogni

«Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare. Per poterti rivedere, per tornare per restare insieme a te». Così cantava Piero Focaccia in una celebre canzonetta balneare leva 1963. Ma chi si voleva rivedere? L’amore incontrato la stagione precedente? Oppure semplicemente una di quelle tipiche figure da battigia, capaci di scatenare anche solo nella fantasia la più hard delle perversioni sessuali? Sì cari lettori, queste arabe fenici dell’erotismo on the beach esistono davvero, capaci ogni estate di rinascere dalle proprie ceneri invernali e tornare a splendere in tutto il loro fulgore. Ognuno avrà probabilmente la propria, ma qualcuna c’è davvero riconosciuta a livello universale, immortalata persino nella letteratura o nel cinema.

Sul gradino più alto del podio, senza alcun dubbio, il bagnino. Lui, il salvatore con la ciambella (non quella sui fianchi come i nostri mariti, fidanzati, compagni), versione nostrana e ruspante dello scultoreo David Hasselhoff di Baywatch, capace di sorvegliare con un occhio i ragazzini tra le onde e con l’altro ammiccare languidamente alle mamme apprensive che vigilano dal bagnasciuga. Lui, abbronzato e (almeno negli ultimi tempi) depilato, palestrato e spesso meshato, con bicipiti capaci – in caso di emergenza – di spingere il pattino fino al largo in pochi, possenti colpi di remi: affondi nell’acqua ritmati e sempre più profondi, capaci di evocare altre spinte da condividersi, possibilmente, non con tutti gli avventori (e soprattutto avventrici) del lido e nell’intimità di una cabina. Lui, che se proprio la sfiga incombe può rischiare di assomigliare al bagnino Morino di Sapore di mare più che al Raoul Bova di Piccolo grande amore, lupo di mare e leone della camera da letto, isolato in cima alla torretta di avvistamento come se fosse il misterioso guardiano di un antico faro: dal basso lo si ammira, pensando che sì, lo si vorrebbe proprio avere sopra, ma non così lontano e rigorosamente in posizione orizzontale.

 Medaglia d’argento nelle olimpiadi della sensualità da spiaggia può essere invece – secondo i gusti e le attitudini – il barman del chiosco (è capace di far roteare le bottiglie meglio di Tom Cruise in Cocktail, chissà che altro sa fare con quelle mani…), il venditore del cocco (sotto il solleone urla da mattina a sera «Cocco bello, cocco fresco», con quel fiato regge sul materasso i tempi di un maratoneta mentre gli uomini “normali” riescono a battere il record di Bolt nei 100 metri), l’ambulante con merce firmata “tarocca” (per il solo fatto di essere di nazionalità ghanese, nigeriana, keniota e simili: non serve altro), la massaggiatrice orientale (perché nel sesso, si sa, le donne possono per natura preferire altre donne oppure, benché etero, avere voglia di un’esperienza diversa dal solito). Conquista il bronzo spesso e volentieri il vicino di ombrellone: in ferie ci si vuole soprattutto riposare poltrendo sul lettino quindi, se proprio non marca male, perché fare tanta strada quando si può ottenere ciò che si vuole semplicemente allungando un braccio?

Nell’immaginario del sesso forte un posto d’onore merita un’altra icona del sesso marittimo: la moglie in vacanza con i bambini e senza il marito. Lasciato il coniuge in città, prigioniero dell’ufficio e di un capo despota, lei trascorre parte della villeggiatura – salvo tragici imprevisti (presenza di mamme o suocere) – in compagnia della sola prole. Immagine epica e charmant ne restituì uno scrittore come Alberto Moravia in Agostino (1944), dove a dire la verità la donna è vedova, ma in fondo le madri al mare con i figli e senza consorte sono un po’ tutte delle vedove “bianche”; nel romanzo dell’autore romano questa figura femminile, esplosione di bellezza matura resa ancor più florida dalla maternità, è capace di conquistare l’attenzione dell’intero stabilimento e certamente di far nascere una mitologia erotica intorno a questo soggetto.

Ingrid Thulin, splendida madre nella versione cinematografica di "Agostino" di Moravia (1962)

Quando non ci si imbatta nell’isteria di una tipica madre italiota eccessivamente preoccupata del benessere degli infanti (spalmati la crema solare, infilati il cappellino, togli la maglietta perché sudi, metti la maglietta perché sei sudato, cambia il costume perché è umido, esci dall’acqua, mangia la merenda, non fare il bagno che hai appena mangiato..), la mamma-single può essere la più eterea delle veneri, la più eccitante delle donne per una certa ritrosia e timidezza indotta dal nuovo ruolo di madre (soprattutto se ha bimbi piccoli).

Ma anche la donna con figli adolescenti o preadolescenti  è capace di rivelarsi una pantera del sesso: liberata dall’incombenza di occuparsi delle esigenze del partner (in primis cucinare, perché il marito medio anche al mare vuole il pasto completo dal primo al caffè), spesso lasciata sola dai pargoli che iniziano ad essere sempre più indipendenti, davanti a lei si aprono due strade. Trascorrere lunghe ore immersa in un libro e diventare preda di chi ama un tipo di donna più riservata e intellettualoide (acqua cheta in apparenza, ma ben lo sanno se pur un po’ volgarmente i francesi quando dicono: «Femmes à lunettes, femmes à quéquettes»), o passeggiare acqua alle ginocchia (che fa tanto bene alla circolazione…) sfoggiando costume con strass e cappello a tesa larga, farsi a sua volta cacciatrice o essere notata da chi preferisce personalità esuberanti.

La spiaggia cela comunque altre figure femminili ormai entrate nella mitologia sexy: l’insegnante di acqua gym (braccia, ma soprattutto gambe e cosce, muscolose: una di quelle che, come dicono i maschietti, «a letto ti ribalta»), la cameriera del bar sulla passeggiata (chissà perché quasi sempre giovanissima) e, naturalmente, la massaggiatrice orientale!

Chi rimane in città si consoli: non occorre affatto essere al mare per veder apparire davanti a sé un’icona del sesso estivo! Avete presente il film Quando la moglie è in vacanza? Per lei ecco pronto in tavola il marito costretto a restare nella metropoli per impegni di lavoro (l’altra faccia della medaglia della mamma-single di cui sopra); per lui un’avvenente aspirante al mondo dello spettacolo, dotata spesso più di fisico che non di cervello, decisa a rimanere a Milano perché è lì che può incontrare il talent scout in grado di offrirle l’occasione d’oro in televisione. Peccato che lui, ad agosto, sia al Billionaire!

Lo. Lee.Ta

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