Non avete tempo per leggere? Affidatevi ad un ‘book trainer’

Milano – Ritagliarsi degli spazi e del tempo per le attività preferite è sempre più difficile. E anche per gli amanti dei libri dedicarsi alla lettura non è sempre facile. Al The Hub di Milano, in Via Paolo Sarpi, c’è però una soluzione che potrebbe aiutarvi. Ci si può infatti iscrivere ad un nuovissimo e modernissimo circolo letterario, il Book Training, ed avere a vostra disposizione un “book trainer”, vale a dire un allenatore di letture.

È evidente che di questi tempi gli impegni giornalieri lascino pochissimo spazio agli hobbies, compreso quello della lettura. L’Eurispes, Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali, ha stilato il 25º rapporto sull’Italia 2013: dalle notizie relative alla lettura emerge che il 22,9 per cento degli intervistati (quasi 1 su 4), afferma di non aver letto nessun libro nel corso dell’ultimo anno. Tra il restante 71, 1 per cento, prevale chi ha letto da 1 a 3 libri (35,9 per cento). Il 16,9 per cento ne ha letti da 4 a 6, l’ 11,1 per cento da 7 a 12, il 13,1 per cento più di 12. Ebbene, anche se gli italiani leggono poco, da oggi potranno avvalersi di un utilissimo aiuto, il corso di Book Training.

Si tratta di un corso letterario della durata di 90 minuti a incontro al prezzo di €29. Gli incontri sono tenuti da Daniela Pizzagalli, giornalista e scrittrice che ha insegnato lettura creativa a Lugano, e forniscono numerosi consigli pratici ed efficaci su come commentare le novità editoriali più recenti senza bisogno di leggerli dalla prima all’ultima pagina. Insomma, è un corso rivolto a tutti gli appassionati di lettura che non hanno tempo di leggere. Recensire e commentare le opere dei più importanti autori contemporanei è l’obiettivo principale del corso, che però non lesina nemmeno piccole curiosità e frasi ad hoc da poter ostentare in determinate situazioni sociali, quando si commentano (o criticano)  le novità editoriali e ci si vuol mostrare esperti bibliofili.

E, a quanto pare, non è una tendenza solo milanese quella di vivere i libri in modo sociale: a Torino, per esempio, al Circolo dei lettori, è nato il gruppo di lettura ʽLetture d’anteprimeʼ, in collaborazione con la casa editrice Guanda. La scrittrice Alessandra Montrucchio leggerà durante le sessioni, e insieme ai partecipanti, le anteprime delle novità editoriali della casa editrice, per conoscere prima di tutti le novità in libreria.

foto (alkemica.net)

E sempre al Circolo dei lettori torinese, nel 2012, è nato il gruppo di lettura ʽEquilibri d’Orienteʼ, nel quale i ragazzi dell’Associazione Giovani Musulmani d’Italia raccontano di sé e della loro cultura ai partecipanti, attraverso libri di autori dei loro paesi di origine.

Ma perché promuovere la lettura e in particolare, la lettura sociale? Perché, forse, lo sviluppo economico e sociale di un Paese dipendono dalla conoscenza, e la conoscenza dovrebbe essere considerata un fattore essenziale per la crescita, soprattutto in periodi di grandi crisi e cambiamenti come quello attuale. Inoltre la lettura è un’attività connessa con la democrazia, che si basa sulla conoscenza e l’informazione, e che deve garantire un livello di educazione adeguato a tutti i cittadini se si vuole essere competitivi e, appunto, democratici. Perché la lettura è una componente essenziale nella crescita culturale di un Paese, crescita utile anche per lo sviluppo economico e sociale. Forse.

Mariangela Campo

                                                                                                                                                                 @MariangelaCamp4

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