Nobraino espulsi dal concertone: battuta choc sui migranti. Ma chi può fare satira?

I Nobraino espulsi dal concertone di Taranto per una battuta feroce sulla strage di migranti nel Canale di Sicilia. E si riapre il dibattito sulla satira

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I Nobraino (Facebook: Nobraino)

I Nobraino sono una band innovativa. Musicalmente e nell’approccio con il pubblico: trasgressiva, provocatoria, esagerata, capitanata dall’istrionico Lorenzo Kruger, presenza scenica imponente e voce fin troppo caratterizzante. Stavolta, però, la provocazione ha toccato le corde sbagliate secondo molti. Un post apparso ieri 19 aprile sulla pagina Facebook della band, riguardo alla terribile strage di migranti al largo del Canale di Sicilia che ha causato almeno 700 morti in seguito al naufragio di un barcone, ha fatto esplodere la polemica a causa del commento che accompagnava l’articolo del blog Diritti e Frontiere. La realtà è di cattivo gusto, si legge ora sulla loro pagina. Ma le prime versioni del post, rimaste a lungo online e attualmente visibili dalla cronologia delle modifiche, erano di tutt’altro tono: Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate. Apriti cielo: indignazione, insulti, e il veto diretto di Roy Paci alla partecipazione al concerto del Primo Maggio di Taranto.

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La cronologia delle modifiche al post della discordia

IL POST DELLA DISCORDIA - Il post, inizialmente anonimo, è stato successivamente firmato da Nestor Fabbri, chitarrista della band. I membri dei Nobraino usano indifferentemente la pagina, talvolta firmando i post, a volte lasciandoli senza riferimenti. In questo caso la presa di responsabilità è stata doverosa, a posteriori. Una battuta indubbiamente a rischio, che cavalca il filo sottile sospeso tra provocatorio, orrore e disgusto. Una battuta feroce ma realistica, che non attacca le vittime ma gli aguzzini, e lo fa nel meccanismo inverso del richiamare l’orrore delle reti dei pescatori piene di corpi senza vita. Una immagine perfetta per una vignetta terribile e amara. Di quelle che si perdonerebbero ai giganti della satira sul web, anzi, che si applaudirebbero. Così come è successo ieri per l’inquietante vignetta di Colorz by Spinoza, con un Salvini-squalo pronto a sbranare il corpo senza vita di un migrante. Quasi 4000 like e circa 1500 condivisioni. Non di quelle indignate, of course.

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Il Salvini-squalo di Colorz by Spinoza

SATIRA PER TUTTI O PER LE ELITE? - Un’artista non professionista della satira, secondo buona parte della rete, sembra che non possa mettere mano o bocca in una situazione così delicata. I corpi di 700 migranti sul fondo del mare, ennesimo episodio di una tragedia a puntate che non sembra avere soluzione nel breve periodo, sono stati ritenuti una ferita troppo dolorosa per qualsiasi tipo di ironia che li riguardasse in prima persona. Ai commenti indignati ed offensivi dei fan – perché, se c’è chi calca la mano, c’è sempre chi è in grado di fare di peggio, insultando, minacciando o promettendo lancio di fluidi organici sul palco come risposta alla musica dei Nobraino – si è aggiunto però un commento di peso. Quello di Roy Paci, musicista e membro dell’organizzazione del concertone del Primo Maggio di Taranto. Il cantautore e trombettista siciliano non ha usato mezzi termini, e ha risposto su Facebook e Twitter (lì dove il post dei Nobraino appare in automatico, collegato al profilo intestato a Lorenzo Kruger): Io invece prevedo che dopo queste vergognose parole, non calcherete il palco del #unomaggiotaranto. Noi abbiamo una dignità.

L’ESPULSIONE DI ROY PACI DAL CONCERTONE DI TARANTO - Alla minaccia di Roy Paci sono seguiti puntuali i fatti. Attorno alle 13 di oggi, sulla pagina Facebook dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto (organizzatori del concertone), appare il post che ufficializza l’esclusione dei Nobraino dalla lista degli invitati: 

«Non c’è spazio sul palco del ‪#‎unomaggiotaranto‬ per chi non riesce a trattenere una “battuta idiota e infelice” (sempre sperando che di “battuta” si sia trattato) quando ancora non si conoscono i numeri definitivi di una tragedia immane. Viviamo in un mondo virtuale (sempre più scollegato dalla realtà) in cui si baratta la dignità per un “mi piace” ad ogni costo. Ognuno, però, è responsabile delle proprie azioni e ad ogni azione “corrisponde una reazione uguale e contraria”: i NOBRAINO non si esibiranno sul palco del #unomaggiotaranto nel giorno della festa dei lavoratori, i migranti per eccellenza. Ricordiamo che quello dell’immigrazione sarà uno dei temi centrali di quella giornata. Proveremo a raccontarvi cosa vuol dire rischiare la vita per un futuro migliore. Anzi, per un futuro».

LE REAZIONI ALLA REAZIONE - Una reazione di pancia, una scelta elaborata in poche ore che qualcuno applaude, ma che qualcun altro inizia a criticare. Anche e soprattutto alla luce del post apparso in mattinata sul profilo dei Nobraino a nome del frontman Lorenzo Kruger, che chiarisce l’accaduto e – merce rara – chiede scusa per le reazioni provocate.

Buongiorno a tutti, qui Lorenzo Kruger.Torno ora da un week-end di concerti e purtroppo solo ora mi accorgo di cosa…

Posted by Nobraino on Lunedì 20 aprile 2015

BATTUTA SUI MIGRANTI O CONTRO L’UE? - Kruger parla di fraintendimento e non intende giustificare l’autore. Si limita a chiedere scusa, e lo fa con una frase significativa e simbolica: «Il momento è delicato, il silenzio è impossibile, ogni parola è di troppo. Scusate davvero». Seppur nel marasma degli insulti e delle inevitabili reazioni indignate, il frontman dei Nobraino coglie il segno. Viviamo un drammatico flusso ininterrotto di migranti disperati dal Nord-Africa: uomini, donne e bambini che pagano a caro prezzo – in tutti i sensi – la speranza di una nuova vita, e che vengono scaricati in mare aperto da organizzazioni criminali e scafisti senza scrupoli. Il momento è storicamente terribile, rimanere in silenzio è difficile – chè ognuno vorrebbe proporre la sua soluzione – eppure ogni parola appare superflua. L’orrore non basta, l’indignazione non basta, le lacrime non bastano, l’ironia giammai. Eppure non ci vuole molto a capire che la battuta choc apparsa sulla pagina dei Nobraino, nel suo colpire allo stomaco, non specula sui corpi dei fratelli africani finiti in fondo al Mediterraneo. Ma attacca con amarezza chi quei corpi li ha stipati in una carretta del mare, o chi ha consentito che tutto ciò accadesse nel corso degli anni. Così come si capisce da un ulteriore commento sempre firmato dalla band che chiarisce l’obiettivo (“ Le politiche migratorie dell’Unione Europea dovrebbero essere coordinate dalla PCP (Politica comune della pesca)” e dal post successivo, che ricorda provocatoriamente come l’Unione Europea sia stata insignita nel 2012 del Premio Nobel per la Pace. Con la motivazione “per oltre sei decenni ha contribuito all’avanzamento della pace e della riconciliazione della democrazia e dei diritti umani in Europa”.

Unione Europea Premio Nobel per la pace

Posted by Nobraino on Domenica 19 aprile 2015

AFFRONTARE L’ERRORE - I Nobraino non saliranno sul palco del Primo Maggio a Taranto, ed è un errore. Non c’è danno economico (tutti gli artisti invitati si esibiranno gratuitamente), ma c’è danno alla libertà di espressione. I Nobraino sarebbero dovuti salire su quel palco a maggior ragione, e forse parlare alla gente, piuttosto che cantare. Prendersi le proprie responsabilità – come ha già tempestivamente fatto Kruger, scusandosi per un errore non suo – e mostrare in tempo reale se quella era davvero una battuta amara o – come sostenuto infelicemente dal Comitato Cittadini e Lavoratori di Taranto, che se mette in dubbio le posizioni dei Nobraino in materia di immigrazione evidentemente ha invitato degli artisti senza conoscerne il background politico – qualcosa di più. Se uno dei momenti chiave del concerto di Taranto sarebbe stato davvero il dibattito sull’immigrazione, come annunciato dall’organizzazione, i Nobraino avrebbero dovuto essere lì. Per chiedere scusa ulteriormente, se necessario, e per confrontarsi.

NOI ERAVAMO CHARLIE - A gennaio tutta l’Italia era Charlie Hebdo, in difesa della satira, anche scomoda. Ma quando la satira prende alla pancia e fa storcere il naso – e quindi ha fatto doppiamente il suo dovere – siamo tutti pronti ad alzare barricate e a tornare garantisti ad oltranza. La satira è per tutti o forse no, a seconda del momento. In Italia, poco ma sicuro, siamo tutti Charlie solo quando ci conviene. Anche se Charlie, sui migranti, aveva stampato pagine di questo tipo.

Una vignetta di Luz, disegnatore sopravvissuto alla strage di Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015

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Una copertina di Riss, ferito ad una spalla durante l’attentato alla sede di Charlie Hebdo ed attualmente direttore editoriale della rivista

Francesco Guarino
@fraguarino

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