No You Can’t. Gli americani scaricano Obama

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Barack Obama non si aspettava certo un esito positivo da queste elezioni, ma in fondo sperava che il voto di Midterm non si trasformasse in una disfatta democratica e personale. E invece così è stato. Perché se la destra stravince, come era previsto, alla Camera, meno infatti sicura era lo strappo al partito di Obama del Senato. Che però c’è stato.

Un’elezione vissuta come un vero e proprio referundum per il presidente Obama, già consapevole (secondo i sondaggi) di aver toccato i minimi storici in termini di popolarità. Uno scotto che paga per la non certo brillante politica interne ed estera.

ESITO ELEZIONI MIDTERM, L’INCOGNITA DEL SENATO

Il più cupo degli scenari per i democratici è andato in scena proprio ieri con il ritorno dei repubblicani come maggioranza al Senato dopo 8 anni. I rappresentanti del GOP (Grand Old Party) hanno strappato 7 seggi ai democratici: Arkansas, West Virginia, Montana, South Dakota, Colorado e North Carolina.  

I repubblicani, che partivano da 45 senatori su 100, sono arrivati a quota 52 prima ancora della chiusura delle urne in Alaska, l’ultimo Stato a votare per motivi di fuso orario. Per Barack Obama inizierà ora il periodo più difficile della sua presidenza: dovrà guidare gli ultimi due anni da “lame duck” (anatra zoppa), un vero incubo che, prima di lui, è toccato a Dwight Eisenhower, Ronald Regan, Bill Clinton e George W. Bus.

OBAMA, NO YOU CAN’T

Dal prossimo 3 gennaio il 114esimo Congresso degli Stati Uniti  sarà controllato, in entrambi i rami, dal Grand Old Party. Alla Camera, che già controllavano con 233 seggi su 435, rafforzano invece il numero dei seggi. Difficile per Obama andare avanti. Un presidente che l’elettorato americano portò al trionfo nel 2008 e nel 2012 e che oggi, deluse e aspettative, è stato “ripudiato”, titola il Washington Post.

E in onore dei “nuovi” Stati Uniti d’America “repubblicani”, l’Empire State Building si è tinto di rosso. Eco il video.

 

 

 

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Una risposta a No You Can’t. Gli americani scaricano Obama

  1. avatar
    wavettore 05/11/2014 a 20:20

    Deve essere divertente per qualcuno vedere come tutti corrano a destra e a sinistra, fanno campagne politiche ed elezioni quando gia’ sanno che tutto e’ prefissato alla partenza.
    Che significato hanno queste mascherate quando e’ chiaro che Jeb Bush sara’ alla Casa Bianca nel 2016 ed ogni promessa fatta dal politico di zona non avra’ piu’ alcun valore? Oggi i tanti tumulti ed un crescente diffuso malcontento andrebbero rivisti in un piu’ grande contesto e non semplicemente entro l’ambito della politica locale. Stiamo ora oltrepassando una delle fasi di un Complotto mondiale di cui anche tu fai parte ovunque tu sia. Non ti lasciare incantare dai media. Il Complotto mondiale non e’ una teoria. Con 2.3 trillioni di dollari dichiarati ufficialmente smarriti dall’amministrazione Bush il giorno prima dell’Undici Settembre ed altri 2 trillioni rubati fra l’affare del “Savings and Loans” ed Enron pochi Sionisti come la famiglia Bush e Dov Zakheim sono ora in attesa del totale collasso del sistema finanziario mondiale e di una Guerra Mondiale di Religioni. Manovrano da dietro le quinte mentre si preparano per il 2016. Investono i loro soldi per generare caos, terrore e disperazione in ogni luogo preparando cosi’ un palco ideale per Jeb Bush.

    Una volta riconosciuto l’obbiettivo del Complotto tutto il resto sara’ facile da comprendere e prevedere. Inoltre sembrera’ non aver piu’ alcun senso continuare a giocare al Monopoli quando qualcuno ha gia’ rubato tutti i soldi.

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