No B. Day, la protesta contro Berlusconi

Dalla piazza virtuale a quella reale. Oggi la manifestazione che prevede circa 350mila persone

ROMA – Manca poco all’inizio del No B. Day. L’appuntamento, ideato da un gruppo di blogger, è nato per dire “no” a Berlusconi e per chiedere le sue dimissioni da presidente del Consiglio. Il corteo, che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica,  attraverserà il centro della capitale per arrivare fino a piazza San Giovanni. La speranza degli organizzatori è di raggiungere quota 500mila persone.

Le previsioni meteo danno tempo buono. Inoltre gli animi degli organizzatori e partecipanti sono ancor più caldi dopo le dichiarazioni rese ieri dal pentito di mafia Spatuzza sul premier e il suo braccio destro Marcello Dell’Utri.

LE ADESIONI – Tra i nomi che hanno aderito alla manifestazione anche Nanni Moretti, oltre al premio nobel Dario Fo e Franca Rame, Moni Ovadia, Margherita Hack. Sul palco nessun politico ma a portare la loro testimonianza, oltre agli organizzatori,  sarà un lavoratore dell’Eutelia, la società simbolo del “gioco di scatole cinesi” che ha creato in poco tempo migliaia di precari/disoccupati, un ricercatore, un immigrato, un precario.

IL PD – I Democratici non aderiscono ma in molti vanno. Scenderà in piazza il presidente del partito Rosy Bindi mentre declina l’invito il segretario Pierluigi Bersani che ha commentato: “È una manifestazione civica, civile, di movimenti non di partiti”.

L’IDV E ALTRI- Antonio Di Pietro e il suo partito hanno aderito da subito, alimentando la polemica nei confronti della mancata presenza del Pd (a cui si addebita anche la decisione dei vertici Rai di non seguire in diretta la manifestazione). In piazza anche i Verdi, Sinistra e libertà, Rifondazione il Pdci di Diliberto. Critica invece l’Udc che non aderisce.

IL VIOLA, COLORE SIMBOLO – “L’abbiamo scelto perché non ricordava nessun partito e perché è un colore ludico”. Per il Comitato della manifestazione si va oltre il classico significato del “lutto cristiano”. Il viola rappresenta l’energia, la vitalità espressiva, e per diverse culture orientali è il colore dell’autoaffermazione.

IN ITALIA E NEL MONDO – Centinaia di pullman, treni speciali, una nave dalla Sardegna e migliaia di automobili. Tutto questo per permettere ai manifestanti la trasferta a Roma. In contemporanea con la manifestazione di Piazza San Giovanni sono previsti cortei e sit-in in altre città italiane ed all’estero. Appuntamenti organizzati a  Barcellona, Berlino,Parigi e Londra, mentre a Sydney per via del fuso orario, si è già svolto il primo raduno. L’evento sarà trasmesso in diretta da Rainwes24, SkyTg24 e RedTv, e Youdem.tv

L’APPELLO LANCIATO SUL WEB – L’appello, pubblicato inizialmente su http://noberlusconiday.wordpress.com, è stato tradotto nelle maggiori lingue, anche in arabo. La stampa estera ha subito dato rilievo all’iniziativa e anche italiani all’estero hanno aderito fondando, sempre su Facebook, gruppi locali come a Barcellona, Madrid, Londra, Bruxelles.

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Una risposta a No B. Day, la protesta contro Berlusconi

  1. avatar
    pazuzu 06/12/2009 a 08:57

    QUESTA E’ LA MIA ANALISI SUL NO-B DAY

    “Siamo più di un milione per la ‘rivoluzione viola’”, ha detto Gianfranco Mascia.
    Mettiamo che anche che ci fossero un milione di persone, e allora?

    * uno sfogo semispontaneo ed inutile contro lo scomodo (oramai a tutti) Sig. B con bandiere di Di Pietro, e parecchie pure di Rifondazione Comunista (bandiere che fin dall’inizio non dovevano esserci). Rimane uno sfogo senza peso politoco.
    * una manifestazione per l’affermazione della leadership nell’opposizione – leadership in realtà ancora vacante
    * una debacle della dirigenza fresca fresca del PD
    * un rafforzamento della figura del Sig. B come “vittima” nell’immaginario popolare (ossia su chi lo vota e chi lo fa vincere)

    Risultato:

    - Utilità per l’opposizione: nulla se non dannosa
    - Utilità per Di Pietro: poca ma insufficiente
    - Utilità per il Sig. B: più che sufficiente

    Alla manifestazione è apparso un paradigmatico cartello con su scritto: «Meno male che Gianfranco c’è»
    Volete o nolente, che piaccia o no, la risoluzione del problema del Sig.B è tutta lì.
    E questa è “realpolitik”, non le fantasie “movimento viola” (colore che per altro porta sfiga).

    Se si vuole cacciare in Sig.B come si fece con Craxi, bisognerebbe dimostrare (o far credere) che ha rubato i soldi in tasca alla gente, chiedendo tangenti a destra e a manca – allora si che tutti gli vanno a tirare le monetine.
    Questa però è forse una delle poche cose che non ha fatto.

    Il vero problema del paese oggi è che i giudici hanno ragione sul Sig. B, ma anche il Sig. B ha ragione sui giudici.
    E di questo orrendo paradosso la maggioranza dei votanti se ne è accorta… tolta la padella quale brace li attende?

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