Ninfa, il trionfo della natura e dell’arte

Un giardino romantico a solo pochi passi da Roma.. un luogo magico aperto poche volte all’anno. L’appuntamento  è domenica 1 novembre

di Chiara Campanella

fiumeNinfaversonordovest-viPerché andare fino in Brasile per ammirare le foreste di mangrovie? O nel Nord America per osservare lo “Tsuga Canadensis”? Oppure ancora più lontano in Giappone? A pochi Chilometri da Roma e vicinissimo a Latina si può trovare il “trionfo” della natura: piante provenienti da tutto il mondo, dall’acero giapponese, al bambù, all’abete del Canada. E tutto questo si concentra a Ninfa: il giardino delle meraviglie.

Ma c’è ancora qualcos’altro, l’atmosfera particolare, data soprattutto dai colori dei fiori, delle foglie, che assumono diverse colorazioni in inverno, in primavera, in estate e in autunno. Tutto cambia, magicamente, in un’atmosfera sentimentale, quasi incantata. La maggior parte delle persone preferisce visitare Ninfa in primavera, forse per il clima o per le piante che vi fioriscono, per i profumi. Ma l’autunno ha un fascino tutto suo. Le foglie gialle e arancioni infondono un clima ancor più magico, fatato e surreale. Molti lo definiscono il trionfo del giardino romantico, reso possibile proprio grazie alla magia del luogo, alle sorgenti d’acqua, alla torre che si specchia nel laghetto e alla presenza delle rovine del villaggio medievale di Ninfa. Qui trovi arte e natura, in una combinazione unica spesso contrastante che, tuttavia, non può non considerare le piante, gli attori principali del giardino. Molto suggestivo il boschetto di alti bambù, talmente fitto che quasi impedisce ai raggi del sole di penetrarvi.

E’ strano pensare che meno di mille anni fa Ninfa era una cittadina medievale. Oggi, invece, resta solo il ricordo di una piccola ma florida città d’altri tempi, la cui vicenda si è consumata solo in circa 600 anni, tra la fine dell’VIII e la fine del XIV secolo. Il nome di Ninfa, gioioso e poetico, ricorda un piccolo tempio. Scompare il tempio, scompare il mito e scompare anche la città che ne trasse il nome, ma resta lo splendido giardino che ricopre muri e ruderi di chiese. Infatti , ciò che rimane della cinta muraria (che oggi circonda il giardino) si riduce ad alcuni frammenti, nessuna traccia di case, botteghe artigiane e commerciali, ubicate lungo la strada principale. Restano le rovine (per lo più absidi) di qualche chiesa, come ad esempio quella di Santa Maria Maggiore, dove venne incoronato, nel 1159, papa Rolando Bandinelli con il nome di Alessandro III, rifugiato a Ninfa per scappare dai Colonna alleati di Federico Barbarossa. La città, infatti, nacque poco prima dell’incoronazione di papa Alessandro III e dopo che papa Zaccaria ebbe in dono, verso la metà dell’VIII sec., le ampie proprietà agricole di Norma e, appunto, di Ninfa.

ponteromano-viLe lotte fratricide, lo scisma d’occidente, la proclamazione di Clemente VII ad antipapa ed, infine, la malaria distrussero Ninfa che non fu mai più ricostruita. La cittadina rinacque solo grazie a Gelasio Caetani, che nel 1921 iniziò la bonifica della zona e il restauro dei ruderi (e in particolare della torre e del Municipio), avviando l’insediamento di alcune specie botaniche, sotto la guida della madre Aba Wilbraham Caetani.

L’opera di Gelasio fu proseguita dal fratello Roffredo, dalla moglie di questi, Merguerite Chapin Caetani e dalla figlia Leila Caetani Howard. Nel gennaio 1977 Leila Caetani moriva senza eredi. Con lei si estingueva il casato dopo oltre 700 anni. Per evitare la dispersione di un patrimonio naturale e culturale così grande, donna Leila, quando era ancora in vita, istituì la Fondazione “Roffredo Caetani di Sermoneta”, alla quale intestò la proprietà: un’azienda agricola, Ninfa e il vicino Castello di Sermoneta.

Proprio al fine di conservare l’equilibrio ambientale e la sua atmosfera magica i Giardini di Ninfa sono aperti al pubblico solo in alcuni periodi dell’anno e l’ingresso è regolato attraverso visite guidate. La prossima domenica,  1 novembre 2009, sarà l’ultima occasione dell’anno per poter osservare gli splendidi colori autunnali delle piante all’interno del giardino, che riaprirà orientativamente ad aprile del prossimo anno.

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3 Risponde a Ninfa, il trionfo della natura e dell’arte

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    Robbie 28/10/2009 a 03:24

    Deve essere un incanto!!!!

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    brandisilvana@hotmail.it 10/11/2009 a 17:45

    TRA LE CONTRADDIZIONI DI UNA METROPOLI UN ANGOLO DI TRANQUILLITà

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  3. avatar
    Adriano Ferrarato 06/04/2010 a 00:56

    L’ho visitato oggi, a Pasquetta, posto da leggenda!!!!!!!!!!:))))

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