Niente ospedali a Lipari: mamma partorisce in casa grazie a Facebook

Laura Zaia ce l’ha fatta: ha dato alla luce la piccola Giada in casa (ilmessaggero.it)

Lipari – L’incredibile storia di una mamma che partorisce in casa grazie a Facebook. Laura Zaia serbava nel cuore il desiderio di dare alla luce la propria creatura a Lipari, località dove la neo mamma risiede assieme a tutta la famiglia che non dispone più di un centro nascite, nonostante sia stato fortemente richiesto da tutti gli abitanti dell’isola.

NIENTE OSPEDALI A LIPARI - La necessità di costituire un punto nascite a Lipari è fondamentale per la popolazione isolana che, durante il maltempo invernale, si ritrova spesso impossibilitata a raggiungere la Sicilia e a ricevere le dovute cure mediche dedicate alle donne in dolce attesa, alle neo mamme e ai loro bambini. Le mamme in attesa di Lipari sono costrette a spostarsi presso gli ospedali di Milazzo, Messina e Patti, mettendo a rischio l’incolumità della propria gravidanza. Alcune settimane fa due donne liparesi, durante il viaggio verso gli ospedali siciliani, hanno rischiato di dare alla luce i propri figli sull’elicottero e l’aliscafo di emergenza.

PARTORISCE IN CASA GRAZIE A FACEBOOK - Laura Zaia non si è arresa dinanzi a tali difficoltà e ha cercato un metodo alternativo per partorire la propria bimba sull’isola, dentro le mura casalinghe. La donna si è iscritta al gruppo Facebook “Voglio nascere a Lipari, ma forse non potrò più farlo”, una pagina che raccoglie le proteste della popolazione isolana contro la chiusura dell’ospedale locale, mai più riaperto nonostante le promesse della classe politica. Laura Zaia, attraverso i consigli ricevuti dagli utenti di Facebook, ieri è riuscita a dare alla luce Giulia, bimba di tre chili  e mezzo nata con un parto domiciliare, esaudendo i desideri della mamma.

LA FORTUNATA CONOSCENZA VIRTUALE - La neo mamma ha conosciuto un’ostetrica sulla pagina Facebook gestita dai liparesi che è partita da Catania per assistere la donna durante il parto in casa. L’originale scelta di Laura Zaia è risultata anche una conseguenza della pregressa esperienza vissuta durante la prima gravidanza. Quattro anni fa la donna ha infatti partorito seguendo le usuali procedure di trasferimento presso un ospedale siciliano. Per dare alla luce la piccola Anna, Laura è stata costretta a partire due settimane prima dell’ipotetica data di nascita e aspettare il fatidico giorno, con tutta la famiglia, nei pressi della struttura medica. Il trasferimento da Lipari verso un’altra struttura ospedaliera comporta un dispendio economico considerevole e può caricare la futura madre di inutili disagi e tensioni psicologiche.

Il messaggio di ringraziamento della neo mamma ( romagnamamma.it)

ANDARE IN OSPEDALE? TROPPO DIFFICILE - Con la seconda nascita Laura avrebbe dovuto fronteggiare nuove difficoltà nel caso in cui si fosse trasferita in un altro ospedale: il marito Andrea sarebbe stato costretto ad abbandonare gli impegni lavorativi a Lipari per un lungo tempo e la coppia non avrebbe potuto gestire nel migliore dei modi le cure della primogenita Anna. Alla luce della problematica situazione che avrebbe dovuto affrontare, Laura ha deciso di chiedere aiuto a Facebook, dal quale è scaturito l’incontro virtuale con l’ostetrica catanese. I familiari di Laura erano inizialmente contrari alla nascita in casa perché temevano di non poter soccorrere per tempo la donna in caso si fossero presentate delle complicazioni durante il parto a causa del complesso tragitto da seguire per raggiungere gli ospedali più vicini.

UNA SITUAZIONE CRITICA - Fortunatamente e grazie alle cure dell’ostetrica, Laura ha coronato il suo sogno e la piccola Giada gode di ottima salute. Affiancata alla felice notizia spicca però una questione dolente: i liparesi, abitando in una località priva di centri ospedalieri facilmente raggiungibili, si ritrovano in una situazione di “abbandono sanitario”. Il gruppo di Facebook che denuncia la shockante realtà è aperto e gestito da Saverio Merlino, cittadino liparese esponente del PD.

Foto preview:

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

 

 

 

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