New Crown: i Wolfmother tornano alla ribalta con groove e passione

Alla scoperta di 'New Crown', il nuovo disco che celebra il ritorno dei Wolfmother. Un album auto-prodotto il cui rock trascinante è pronto a esplodere

new crown

La copertina di New Crown (gigwise.com)

Sembravano spariti dalle scene internazionali per sempre ma sono riapparsi, di soppiatto, con un disco sensazionale.

I WOLFMOTHER TORNANO ALLA RISCOSSA - I Wolfmother hanno pubblicato da pochi giorni il loro terzo album studio, The Crown, risollevando gli animi dei fan che li consideravano ormai dispersi. I Wolfmother si mostrano rinfrescati e arrabbiati, anche se l’unico superstite  della formazione originaria è attualmente Andrew Stockdale.

DALLA UNIVERSAL ALL’INDIE - Il frontman “capellone” e irriverente è rimasto lo  spirito creatore del gruppo e, dopo aver pubblicato lo scorso anno Keep Moving come solista nonostante il disco dovesse risultare dei Wolfmother, è riuscito a ricostituire la band con nuovi membri e a pubblicare un disco illustre nonostante non sia stato supportato dalle majors. Dopo il successo di Wolfmother del 2005, dai larghi consensi purtroppo non ripetutisi con Cosmic Egg del 2009 e al seguito della disgregazione della line-up originale, pare che la band abbia perso il totale supporto delle etichette produttrici, cadendo in picchiata dalle stelle delle hits internazionali agli ambienti di nicchia.

COMSIC EGG NON CONVINCE: UNA BAND ESTINTA? - Nonostante lo stile caratteristico del disco d’esordio sia stato, quasi in egual misura, lodato per la carismatica potenza e criticato per l’eccessiva emulazione dei pilastri dell’old school, Wolfmother risulta un album più interessante e ben miscelato di Cosmic Egg,  un secondo lavoro più vicino alla contemporaneità ma meno accattivante del precedente, dopo il quale la band si è ritirata in un silenzio lungo cinque anni.

L’AVVENTURA SOLISTA DI STOCKDALE - Keep Moving, teoricamente terzo disco dei Wolfmother ma di fatto primo album solista di Stockdale, segna il ritorno della band nel mondo del rock alla vecchia maniera con un (poco) velato omaggio all’epoca “ledzeppeliniana” post Physical Graffiti. Nella sua lunga e talvolta acerba tracklist, Keep Moving nasconde alcune lucenti perle che rispolverano l’aura del passato con freschezza e carattere.

UN RITORNO ALLE ORIGINI - Evolutosi in spirito e feeling da una costola di Wolfmother e, in parte, Keep Moving,  New Crown lancia al mondo un messaggio forte e chiaro, sguainando le lame più affilate per difendere con grinta l’autorevolezza della giovane band australiana.  Cristallina, anche questa volta, la tendenza dei Wolfmother a riecheggiare il lustro dell’old school, seppur condendo il nuovo disco con gusti variegati e squisitamente vincenti.

NUOVE INFLUENZE PER UN DISCO ALLA VECCHIA MANIERA - Sin dal primo beat si evince un radicale cambio di sonorità, grezze e conturbanti sino all’ultima potenza, causato anche dalla produzione in autonomia dei Wolfmother, i quali hanno pubblicato New Crown sulla piattaforma Bandcamp, al pari di una band emergente e non di una “ex protetta” della Universal. New Crow svela, oltre alla ritrovata verve delle origini, un nuovo approccio alle sonorità da parte della band, svincolata dalla stilistica omogenea del passato e aperta a dei seducenti retroscena.

DENTRO NEW CROWN - Per amore della tradizione, con How Many Times l’ascoltatore è già catapultato nel sound caleidoscopico che ha fatto la fortuna dei Wolfmother. Nella prima traccia si sprigiona un serpeggiante groove che colpisce fino all’osso per poi dissolversi in un mood dal sapore space rock. La corsa all’ultimo riff non si spegne con il primo brano e accelera in salita con Enemy Is in Your Mind, traccia a metà strada fra lo stoner e il doom rock. I suoi intensi stacchi ritmici e l’ipnotico impasto sonoro si intersecano alla grintosa voce di Stockdale, tra le cui corde spicca l’ombra del miglior Ozzy Osbourne.

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La nuova line-up dei Wolfmother. Da sinistra: Ian Peres (basso e tastiere), Andrew Stockdale (voce e chitarra) e Vin Steele (batteria). Fonte: alternativenation.net

STONER E POTENZA- Continuando con il filone stoner, Heavy Weight si mostra arida e tenace, accompagnata da un tempo incalzate e dei giri di basso incisivi. L’assolo di chitarra non ha padroni e stravolge lo spirito blues con un’idea cruenta e avvincente. New Crown è una title track che si concede una danza estatica sul mondo con un blues-rock  possente, che tasta le note giuste con sapienza e sfrontatezza.  Tall Ships, orientaleggiante e di grande impatto, travolge l’ascoltatore con riff oscuri alla Black Sabbath, conducendo l’emozione dal fascino della penombra strumentale al climax degli acuti vocali. Mutando prospettiva,  Feelings viaggia nel tempo ripercorrendo i tempi del rockabilly con un garage rock inarrestabile, ironico, sciolto e sinuoso.

DAL GARAGE ALLA FOLLIA SONORA - I Wolfmother si smaterializzano dall’orizzonte garage per prostrarsi dinanzi al vicino tempio del rock’n’roll con I Got Now, un brano ben cadenzato e accattivante che porta in grembo il retaggio dei miti di sempre, da Iggy Pop ai Rolling Stones. I colpi in canna non sono ancora esauriti e i Wolfmother si giocano il tutto per tutto con il turbinio sonoro di She Got It. Folle e imperturbabile, il brano smuove la terra con un groove suggestivo che fa girare la testa al rock’n’roll sino a condurlo alla trance.

DAI LED ZEPPELIN AL FLOWER POWER - Rispolverano l’animo stoner, My Tangerine Dream esplode in una armoniosa miscellanea di suoni ed esperienze: meno arida di un sound desertico, il brano esplora i piatti forti del rock britannico, svelando una spassionata ispirazione all’iconica vocalità di Robert Plant – prevedibile già dalla scelta del titolo – per concludere con una complessa sovrapposizione ritmica e sonora.  A tratti space rock e tendenzialmente sulla scia del “flower power”, Radio si guadagna l’attenzione dell’ascoltatore innalzando un alto e ben costruito muro di suoni che ondeggia sul filo di un rock’n’roll scanzonato che fa passi sempre più grandi per scoppiare nella totalità strumentale degli ultimi beat.

New Crown chiude in bellezza con I Don’t Know Why, l’ultima boccata d’aria per un blues-rock che non si è ancora stancato di danzare sotto i riflettori. I Wolfmother si accingono a salutare il pubblico con un tocco di brioso funky che indossa l’estro del glam rock anni Settata, non mancando di ricordare la psichedelia con degli incisi lenti e trasognati.

UN DISCO APPASSIONATO E SPEZIATO - New Crown racchiude l’energia e il carisma necessari per ricondurre i Wolfmother sulla vetta raggiunta in passato, nonostante  sia stato prodotto con mezzi meno costosi e sofisticati. Ferma restando l’aura old school che attraversa impavida l’intero corso del disco, i Wolfmother mostrano in New Crown  una crescita spirituale che li allontana dall’emulazione dei classici per inserirli in un contesto di loro proprietà. Gli spunti ideologici preponderanti affondano le proprie radici nel mondo dello stoner, cavalcando però anche sulle strade dello space rock, del rock’n’roll e della psichedelia.

Voto: 8

Foto preview: metalshockfinland.com

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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