Netflix: il paradiso dello streaming attaccato dai pirati del dark web

Dal phishing, ai malware, ai falsi profili in vendita sul mercato nero del web. Dopo solo pochi mesi di vita Netflix è vittima della criminalità digitale

(techeconomy.it)

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E a pochi mesi dal suo debutto, Netflix, network a pagamento, paradiso dello streaming, si ritrova già a doversi difendere da malware, trojan e free riders. D’altronde si sa l’Eden fa gola proprio a tutti. E non è certo il mancato possesso delle chiavi ad arrestare i sapienti cittadini del cyberspazio di fronte all’ambito cancello. Scassi e infrazioni virtuali nonché scippi e clonazioni: sono queste le acque in cui naviga il pirata della Rete.

IL DARK WEB – Quel che molti utenti di Netflix molto probabilmente ignorano è che è possibile che stiano condividendo il loro abbonamento con degli ospiti indesiderati. Sui mercati neri online – un campo fertile e sterminato – prosperano, infatti, gli account in vendita a pochi centesimi per login. Secondo una ricerca di Symantec, i profili clonati vengono venduti a prezzi stracciati su forum e siti d’aste, a cui tutti hanno possibilità di accedere.

IL MALWARE - Ma com’è che vengono confezionati i “pacchi”? Quali sono le tattiche e le procedure di duplicazione degli account? La cornucopia di minacce straripa di strategie. Due però sembrano essere quelle più adottate. La prima modalità di truffa prende le forme di un’attraente pubblicità, la classica sirena ammaliatrice che attraverso finte pagine web reclamizza sconti e faclitazioni per l’accesso a Netflix. Ma al click incuriosito dell’utente si attiva tempestivamente un malware che in background (senza l’intervento dell’utente e in contemporanea con altri programmi) installa un virus capace di rubare dal pc i dati personali e finanziari dell’utente.

IL PHISHING – Altra possibilità è quella del phishing, che altro non sono che mail - spesso in un italiano stentato frutto di traduzione automatica – che vi pregano di andare sul tal sito e verificare i vostri dati bancari o il numero di carta di credito. L’utente ingenuo o distratto che esegue quanto richiesto finisce per inviare i propri dati che diventano così merce pronta per essere venduta sul Dark Web.

Antonietta Mente

@AntoMente

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