In Nepal la leggenda del lupo mannaro diventa realtà

La famiglia dopo svariati trattamenti con il laser (www.blitzquotidiano.it)

La famiglia dopo svariati trattamenti con il laser (www.blitzquotidiano.it)

Kathmandu – Quante volte, da bambini, avete ascoltato fiabe leggendarie che parlavano di lupi mannari? In Nepal, però, la leggenda del lupo mannaro sembra essere diventata realtà. Esiste, infatti, a Kathmandu,  una famiglia intera affetta dalla sindrome del lupo mannaro, tecnicamente ipertricosi congenita, una malattia genetica che causa una crescita eccessiva di pelo superfluo su tutte le parti del corpo, compreso il viso.

A soffrire di questa malattia sono la mamma trentottenne Devi Budhathoki e i figli adolescenti Manjura (quattordici anni) e Niraj (dodici anni). La famiglia ha deciso di sottoporsi a un ciclo di trattamenti laser per cercare di ridurre il pelo superfluo sul corpo, in particolare sul viso, essendo la parte che desta particolare inquietudine su chi lo guarda. In questo modo, spiega Devi, potrebbero riuscire ad avere una vita più normale senza che né lei né i suoi figli incutano timore negli altri, soprattutto nei bambini. Tuttavia, i trattamenti laser, oltre ad avere costi molto alti, possono causare degli effetti collaterali: pare però che i figli della signora Budhatoki, siano molto ben disposti a pagare le conseguenze del ciclo di trattamenti, pur di non essere ancora insultati o presi in giro dai propri compagni di scuola.

In ogni caso, questa famiglia del Nepal non è l’unica a soffrire della sindrome da lupo mannaro. Infatti, in Birmania, ne è esistita un’altra con la stessa malattia genetica, discendente da ben quattro generazioni affette dalla stessa sindrome: essendo una stirpe molto antica, il cui ultimo superstite risale alla fine del 1800, sono nate moltissime leggende intorno a loro. Si racconta, tra l’altro, che le famiglie discendenti di Shwe-Maong, nato nel 1796, il primo uomo lupo mannaro della storia,  si esponessero in pubblico per farsi ammirare, guadagnando anche dei soldi, nelle principali capitali europee, dove si sono recati di generazione in generazione per farsi analizzare e studiare dai maggiori scienziati del tempo. Di questa stirpe si sono però perse le tracce fin dal 1888.

Mariangela Campo

Foto: www.blitzquotidiano.it; www.leggo.it

 

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