Nelle sale a marzo il primo film diretto da clochard

Uscirà a marzo, nelle sale francesi, Hope city (traduzione: La città della speranza), primissimo esperimento di scrittura e regia cinematografica elaborato da un gruppo di senza tetto. Non si tratta di un lavoro di fiction in tutto e per tutto, perché ad operare sono dei veri e propri clochard con lo scopo, fondamentale, di avanzare una durissima denuncia nei confronti di istituzioni ed opinione pubblica. L’intento, dunque, è quello di fare seriamente scalpore per non concedere, ancora una volta, ai più fortunati di distogliere lo sguardo da problematiche di preponderante importanza come quella sostenuta da un simile progetto. Diversi “sans abri” di Marsiglia, dunque, sono impegnati proprio in questi giorni nelle riprese del film, rese possibili grazie alla sostanziale collaborazione della Fondazione Abbé Pierre e l’associazione Time Code.

Il film mira, quindi, a raccontare in linea anche documentaria una città che divide la propria popolazione in ricchi e poveri senza molte vie di mezzo, ponendo l’accento in maniera più incisiva sulla causa dei reietti della società. La recente intenzione del sindaco di far sparire i “pidocchiosi” dalle strade della città entro pochi giorni, mista alle manifestazioni dei cittadini impauriti dvanti alla “feccia che si aggira attorno ai cassonetti e davanti alle scuole dei loro figli”, pone come base narrativa (reale e documentata) l’esigenza di non disturbare le sacre coscienze degli onesti e puliti cittadini. A partire da un simile e poco accettabile assunto, è scattata nella mente (tra gli altri) di Michael, definito come una specie di clochard in stile Kerouac desideroso di scrivere una commedia graffiante e non lacrimevole, l’idea e il bisogno di esprimere il proprio principale pensiero dal proprio personale punto di vista.

Senza eccessive attenzioni a dilemmi di censura, quindi, la produzione del film, seppur con mezzi poverissimi, sta andando avanti in piena onestà narrativa tra crudeltà espressiva e necessità di fuoriuscita da etichettature di stampo razzista, nella più totale assenza di eccessi di moralismo o soluzioni strappalacrime. Tecnici marsigliesi hanno scelto di prestare i loro servizi al progetto in maniera del tutto gratuita.

Stefano Gallone

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