Nel paese della libertà di stampa…almeno per un week end

Tre giorni per tornare ad apprezzare la bibliodiversità

di Laura Dabbene

Il manifesto dell’evento

BORGO DI FARFA (Ri) – Avvenimenti che hanno di recente occupato le prime pagine dei giornali, come il caso Mondadori e i problemi di coscienza sollevati dagli autori che pubblicano con quel marchio, svelano quanto di “marcio” possa esserci all’interno del mondo editoriale, soprattutto quando si tratta di grandi colossi. Ma come sempre, grattando la superficie, si può scoprire, sotto la ruggine, l’esistenza e l’integrità di un metallo prezioso. Succede questo nell’universo libro se si abbandonano le strade – e autostrade – della grande distribuzione per avventurarsi su sentieri secondari, sterrati e tortuosi, ma che possono condurre a luoghi incontaminati. Uno di questi porta in provincia di Rieti, a Fara Sabina e precisamente nel Borgo di Farfa, dove dal 24 al 26 settembre si svolge la II edizione di Lib(e)ri sulla carta, una festa più che una fiera della piccola editoria, quella indipendente e coraggiosa che agisce per difendere una delle più preziose diversità culturali: la bibliodiversità. La libertà esibita nel titolo della manifestazione non è solo quella delle case editrici, oltre 75, che hanno sottoscritto nel 2007 a Parigi la Dichiarazione Internazionale degli Editori Indipendenti per la tutela e la promozione della bibliodiversità, ma anche e soprattutto quella dei lettori, portati a confrontarsi con proposte lontanissime da quelle che di norma si trovano, come duplicate mille volte sempre uguali a se stesse, sugli scaffali di molte librerie. Troppo spesso risulta inutile addentrarsi, alla ricerca di alternative, persino nelle pagine culturali di molti quotidiani o riviste: anche qui il monopolio è evidente, negli spazi pubblicitari come nel settore recensioni critiche, dove di critico è rimasto ben poco, dato in pasto e scarificato alle leggi commerciali. Per questo manifestazioni come quella di Fara Sabina sono boccate d’ossigeno puro per non soccombere all’asfissia.

Lib(e)ri sulla carta sposa l’impostazione classica o diffusa di fiere e festival letterari, con incontri con gli autori, dibattiti e discussioni con specialisti ed addetti al mondo editoriale, presentazioni di libri e spazi dedicati a seminari di scrittura creativa, ma lo spirito di fondo è quello che distingue l’impegno degli enti organizzatori e promotori, la volontà di offrire una vetrina ampia ed esclusiva a chi di solito ne è escluso.

Antonio Pennacchi, vincitore del Premio Strega 2010

Il ricco programma mostra l’attenzione ai piccoli marchi editoriali capaci però di offrire titoli di qualità: da Frassinelli ed Elliot arrivano infatti Non ti voglio vicino di Barbara Garlaschelli e La casa di Angela Bubba, entrambi selezionati per l’ultimo Premio Strega e presentati a Farfa venerdì 24 (ore 16,30 e 17,30). Nella cinquina finalista, sempre all’ultimo Strega, anche Sono comuni del cose degli amici di Matteo Nucci, pubblicato da Ponte alle Grazie e presentato in fiera domenica 26 alle ore 17. Accanto a questi talenti letterari, ora emergenti, sarà Antonio Pennacchi l’ospite d’onore, atteso per sabato 25 alle ore 18,30.

Appuntamento a Lib(e)ri sulla carta, nel cuore verde della Sabina, per ossigenare corpo e mente.

FOTO/ via http://www.liberisullacarta.it/; http://www.sanmarcoinlamisweb.it

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