Nei bagni della politica: Sarkozy e altre storie

Decisioni importanti e momenti storici a volte avvengono nei momenti più intimi, tra la tazza e la vasca

di Chantal Cresta

bathroomLa notizia è curiosa. Secondo il settimanale Le Point Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica francese e il Presidente del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn avrebbero avuto un poco garbato scambio di vedute in un bagno dei palazzi che hanno ospitato il G20 di Pittsburgh riunitosi lo scorso settembre.

Motivo del contendere sarebbero le voci diffamatorie intorno a fantomatici dossier e foto compromettenti sulla vita privata di Strauss-Kahn che circolerebbero all’Eliseo. Pare che il potere mediatico di questi misteriosi fascicoli sia così forte da aver esasperato il Presidente del Fondo, al punto da spingerlo a chiederne conto a Sarkozy mentre quest’ultimo era impegnato a fare pipì. Tra i due segue una accesa discussione, accuse reciproche e una brusca conclusione.

Il bagno, si sa, è luogo deputato al raccoglimento personale. Una zona privata perché private sono le attività che vi si svolgono in totale relax e solitudine.

Eppure, non sempre la toilette è terra franca, luogo inaccessibile alle curie del mondo e questo vale, soprattutto, quando ad entrare nella stanza da bagno è la politica.

La storia ne è testimone: ruoli di potere ed avvicendamenti politici si giocano nei gabinetti parlamentari come in quelli privati.

Si dice che Cleopatra passasse molto tempo impegnata in abduzioni nelle sale da bagno perché la cura della sua bellezza era parte integrante della sua strategia politica. Racconta Plutarco che, nel 48 a.C., Cleopatra si presentò a Giulio Cesare vestita solo di una coperta. Quando se la tolse, Cesare la associò al trono di Roma.

A Jean Paul Marat la vasca da bagno fu fatale. Marat, uno dei volti più sanguinari della Rivoluzione francese, era immerso fino cintola nella tinozza di casa quando, il 13 luglio 1793, ricevette la visita di Charlotte Corday. Quest’ultima, spia anti rivoluzionaria non perse tempo ad approfittare della situazione di vantaggio per accoltellare Marat e cambiare le sorti della Rivoluzione.

Nel 1811 Napoleone, in attesa della nascita del primogenito maschio era in bagno quando i dottori gli diedero la brutta notizia che l’imperatrice Maria Luisa d’Asburgo e il nascituro erano in pericolo di vita: “Salvate innanzitutto la madre! Ella mi potrà dare altri figli; la natura ha una sola legge […]”, ordinò l’imperatore dalle private sedi . Una decisione brusca ma efficace, al punto che salvò la vita della consorte, del figlio Napoleone II e diede anche un successore alla Francia.

Anche Winston Churchill venne disturbato nelle proprie attività igieniche quando nel 1945 il suo maggiordomo lo avvertì che aveva perso le elezioni. Churchill non si scompose: “E’ proprio perché questi eventi possano accadere che abbiamo combattuto la guerra! Ora passami l’asciugamano!”.

E in Italia? Anche da noi, il bagno è sfondo di contenziosi istituzionali ma più che esserne il luogo ne è l’oggetto. Indimenticabile, a tal proposito, la disputa avvenuta nel 2006 tra le due parlamentari Elisabetta Gardini e Vladimir Luxuria nei bagni delle donne di Montecitorio. “[…] tu sei un uomo, non puoi stare qui. Devi andare nel bagno degli uomini!”, ha intimato la Gardini, sbattendo in faccia alla smarrita Luxuria non solo la porta della toilette ma anche la sua natura biologica.

Per tornare a Sarkozy e Strauss-Khan, non è chiaro come Le Point sia riuscito ad avere il resoconto della conversazione, certo è che doveva essere resa nota perché la politica, come la storia, si fanno ovunque, anche in bagno.

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