NBA Once a Week: Oklahoma – Chicago 92-78, cronaca di una sfida da titolo

Si affrontano le prime della classe a Est ed Ovest, i Bulls privi del loro leader Derrick Rose (decima partita consecutiva saltata dal numero 1) hanno comunque dimostrato di saper produrre un ottimo basket e soprattutto di saper riempire la casella delle vittorie, mentre Oklahoma, dopo un lieve periodo di appannamento, viaggia spedita a Ovest, trascinata da uno strepitoso Russell Westbrook e dal sempre più dominante Kevin Durant. La stella dei Thunder infatti continua ad essere una certezza nei momenti chiave degli incontri, prerogativa che aggiunge – se mai ce ne fosse stato bisogno – un altro punto a favore di quella che sembra essere al momento la più seria candidatura all’anello.

PALLA A DUE – Noah vs Perkins

Partita perfetta per Oklahoma (thunderobsessed.com)

Con Hamilton che non recupera, coach Thibodeau sceglie Korver per completare il settore piccoli con il confermato CJ Watson e con Luol Deng, mentre per i Thunder, la frontline Ibaka-Perkins dovrà fornire il consueto apporto difensivo e fisico lasciando spazio alle frecce Durant e Westbrook, con Thabo Sefolosha a completare il lineup.

4′ – Oklahoma in vantaggio

Westbrook e Durant fanno capire subito quale musica intendono suonare in questa serata: penetrazione e terzo tempo in contropiede per il primo, canestro e jumper per il secondo, propiziato da una precedente stoppata gigantesca di Ibaka su Joakim Noah. Dall’altra parte, c’è soltanto Carlos Boozer, con fade away ad alto coefficiente di difficoltà: l’impressione netta è che in partite così importanti avere un solo realizzatore affidabile sia un elemento decisivo.
Punteggio 10-6 OKC

8′ – Entrano in partita le guardie di Chicago

Le forzature cui è costretto Boozer non impediscono a Chicago di rimanere in partita: 4 punti di Watson e un long jumper di Korver sono utili anche a colmare le lacune di Luol Deng, totalmetne votato alla difesa (per ora fallimentare) su Durant e assolutamente inesistente in attacco. Sono già 8 i punti di Durant, ancora senza errori al tiro.
Punteggio 20-13 OKC

12′ – Fine primo quarto, Westbrook top scorer

I primi cambi premiano Chicago, con Asik che innesca Boozer e successivamente con la tripla di Korver. Westbrook continua a giganteggiare con una serie impressionante di canestri in palleggio arresto e tiro. Entra in campo Derek Fisher, mentre la tripla di Harden allo scadere mantiene il margine di vantaggio di 7 punti per i Thunder.
Punteggio 27-20 OKC

SECONDO QUARTO

Partita sinora decisa dalle diverse potenzialità offensive della squadra: Oklahoma può contare su due dei migliori attaccanti della Lega e con Rose ai box manca un playmaker di fisico da opporre alle iniziative di Westbrook. Tocca a Harden caricarsi ora la squadra sulle spalle, con i big a rifiatare in panchina. Per Chicago, in attesa di Deng, serve necessariamente alzare l’intensità difensiva, forzare qualche palla persa e creare i presupposti per tiri facili da affidare a Korver o Boozer, i più in palla.

4′ – Gibson guida la riscossa Bulls

L’ingresso di Taj Gibson (e la concomitante uscita di Serge Ibaka) cambia l’inerzia della gara: Chicago continua a faticare enormemente in attacco, ma può sfruttare una buona serie di seconde opportunità (Asik già a 5 rimbalzi). Due tiri dalla media con parabola altissima di Gibson e la tripla di Korver riportano la partita a un possesso di distanza, con Thibodeau che ordina raddoppi sistematici su Harden quando si trova a palleggiare sui lati.
Punteggio 29-26 OKC

8′ – Oklahoma rimette le cose in chiaro

Brutto momento di partita, con Harden che prima regala a OKC il nuovo +7 e poi si mangia un contropiede e non trova nemmeno il ferro dall’angolo nell’azione successiva. Dall’altra parte però, Deng si incaponisce forzando un tiro da 3 senza adeguata copertura a rimbalzo: lo scarso spettacolo richiama in campo Westbrook, che inchioda il massimo vantaggio a +11 in contropiede dopo un turnover di Boozer. Per Thibodeau è il momento di chiamare timeout e avviare un miniparziale di ripresa da 4-0.
Punteggio 39-32 OKC

12′ – Fine secondo quarto

Il peggio di Russell Westbrook inizia a venire fuori: forzature, poca lucidità offensiva, cattive letture e tanti errori. Chicago sfrutta l’occasione e con Boozer e Korver torna in partita: nel momento difficile per la squadra ecco tornare in scena Kevin Durant, con due tiri a bersaglio e un assist al bacio che Sefolosha tramuta in 2 punti. Oklahoma è di nuovo in pieno controllo delle operazioni.
Punteggio 49-39 OKC

INTERVALLO – I numeri della sfida

Le lacune offensive dei Bulls sono evidenti: solo 39 punti frutto di un 36% complessivo al tiro e di un 25% (3/12) dall’arco dei 3 punti. Korver è l’unico dei Tori a segnare con continuità (4/6 per 11 punti), mentre sono evidenti le difficoltà di Deng e Noah, che messi insieme combinano 2 tiri a bersaglio (entrambi di Deng) su 12 tentativi.

Oklahoma vive delle giocate di Durant (14 con 6/9) e Westbrook, miglior realizzatore della gara a quota 18, con 7/12 dal campo, mentre il resto del team ne mette appena 17 con 7/21. Tra le due squadre, spicca la differenza nei tiri tentati con i piedi dietro la linea dei 3 punti: Chicago è spesso costretta a forzare, con i piccoli che non riescono a creare superiorità in uno contro uno e vista la pressoché inesistente presenza nel pitturato di Noah e Boozer, con quest’ultimo molto più efficace in allontanamento. Oklahoma, di contro, sembra non aver bisogno di allontanarsi troppo dal canestro: Westbrook è immarcabile per giocatori meno dotati fisicamente come Watson e Lucas, Durant non è da meno e solo con le seconde linee in campo si assiste a qualche tentativo di tripla.

Il conto rimbalzi premia Chicago (24-19, 8 RO a 2), con Noah e Boozer a 6 e Asik a 5, mentre Ibaka domina l’area con 4 stoppate: sono poche le palle perse (5 CHI e 3 OKC), ma per contro anche il numero degli assist da ambo le parti latita (9 a 7 per CHI), sintomo di una pallacanestro votata più all’uno contro uno dal palleggio del portatore di palla. I pochi schemi si sono visti nel liberare Korver al tiro: per sovvertire l’inerzia della gara, tocca a Thibodeau inventarsi qualcosa, tra possibili zone difensive per coprire il pitturato o pressione per raddoppiare i portatori di palla avversari.

 TERZO QUARTO

4′ – Calano i ritmi

Chicago si schianta contro il muro Oklahoma (newsok.com)

Due canestri consecutivi di Serge Ibaka aprono la ripresa, i ritmi sono bassi e il livello cestistico torna piuttosto basso: Watson è deludente nel ruolo di vice Rose e con una palla persa seguita da un errore al tiro si apre nuovamente il parziale di Oklahoma, suggellato da uno strepitoso arresto e tiro fronte a canestro di Kevin Durant, spezzando il raddoppio avversario.
Punteggio 59-41 OKC

 8′ – Il margine supera quota 20

La tripla di Westbrook regala a Oklahoma il +23, in una partita che si avvia pericolosamente verso il garbage time: Noah è decisamente insufficiente in attacco, Boozer è totalmente scomparso dalla gara e Korver inizia a perdere colpi. Chicago non è in grado di pungere e Westbrook e Durant (sua la tripla del nuovo +23 dopo un gioco da 3 punti di Noah) si esaltano: il timeout di Thibodeau profuma di resa, con Oklahoma City in pieno controllo.
Punteggio 72-46 OKC

12′ – Fine terzo quarto

Le percentuali al tiro di OKC sono emblematiche: contro una delle migliori difese dell’intera NBA, il team di coach Brooks è al 50% dal campo e dall’arco dei 3 punti, con Durant e Westbrook a 21/34 per 53 punti totali. Chicago è ormai alle corde e ci si avvia a un quarto periodo di puro garbage time: timeout Thunder e largo alle riserve, con il margine che sfiora quota 30 punti. Un messaggio eloquente mandato alla squadra con il miglior record della Lega.
Punteggio 80-51 OKC

 QUARTO PERIODO

4′ – Partita agli archivi
Scott Brooks e Tom Thibodeau danno il via libera anche ai portaborracce: Ivey e Lazar Hayward per i Thunder, l’idolo Brian Scalabrine e Butler per i Bulls. La partita è ormai ai titoli di coda, con tutte le stelle a riposo in panchina e il livello che scende drasticamente: Harden si limita a mantenere il vantaggio Thunder sopra i 20 punti.
Punteggio 86-58 OKC

8′ – Le riserve di OKC vincono la sfida

Con la partita ormai chiusa, c’è la sfida tra le due panchine in atto: Gibson per Chicago è il più in palla e viene quasi da chiedersi perché nei momenti decisivi non sia stato proposto in sostituzione dell’inguardabile Noah. Dall’altra parte però Harden e Hayward riportano a +30 Oklahoma. L’unica fonte di spettacolo diventa il canestro dalla lunetta del White Mamba Brian Scalabrine, con Chicago che è solo alla miseria di 66 punti segnati.
Punteggio 92-66 OKC

FINE PARTITA

Senza storia il quarto periodo, con Oklahoma in controllo dell’incontro e Chicago già con la testa al prossimo match contro gli Houston Rockets: Derrick Rose è in procinto di tornare, si parla della prossima settimana. Certo è che senza la propria stella e contro avversari dal potenziale atletico e tecnico del calibro di Oklahoma, i Bulls sono sembrati davvero poca cosa, in netta difficoltà: Boozer e Deng non conoscono la parola “responsabilità”, Noah è troppo latitante dal punto di vista tecnico e non è un punto fermo su cui costruire un attacco interno e la panchina è priva di uomini in grado di dare il cambio di ritmo. Dall’altra parte infatti con Westbrook e Durant stellari, c’è anche il terzo tenore James Harden, candidato al ruolo di sesto uomo dell’anno: per vincere l’anello non ci si può limitare alle iniziative personali di un giocatore (Derrick Rose), ma serve necessariamente dare un peso significativo a ogni settore. A Chicago manca un lungo, mentre per Oklahoma la crescita di Ibaka e la presenza fisica di Perkins sembrano abbastanza per contrastare i Big Three di Miami o San Antonio, oppure il sempreverde Kobe e i Lakers, soprattutto quando le stelle Durant e Westbrook girano a ritmi elevatissimi con percentuali importanti.

FINALE Oklahoma – Chicago 92-78

Andrea Samele

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