NBA Once a week: New York accoglie a braccia aperte Carmelo Anthony!

LA TRADE – Riassumendo i termini della trade, Carmelo Anthony, Chauncey Billups, Shelden Williams, Anthony Carter e Renaldo Balkman lasciano il Colorado per trasferirsi al Madison Square Garden, dove invece hanno svuotato il proprio armadietto Danilo Gallinari, Wilson Chandler, Timofey Mozgov e Raymond Felton, con l’aggiunta di 3 milioni cash, di due seconde scelte (2012-2013, originariamente di proprietà dei Golden State Warriors) e di una prima scelta (2014). In più, Eddy Curry ed Anthony Randolph passano da New York a Minnesota, con Kosta Koufos a Denver e Corey Brewer a New York.

Carmelo Anthony al debutto con i Knicks: subito 27 punti per lui (cdn.everyjoe.com)

QUI NEW YORK – Questa operazione ha scatenato reazioni contrastanti, per dir la verità quasi tutte guidate da un malcontento di sottofondo: a New York è ormai in atto una vera e propria faida tra il General Manager Donnie Walsh e il proprietario Dolan, che ha condotto la trade praticamente in prima persona. I tifosi e i media si chiedono se il prezzo pagato valga poi l’effettivo guadagno: sacrificare giocatori giovani come Gallinari e Chandler e un play come Felton che si era integrato alla perfezione con Stoudemire potrebbe sembrare in effetti un azzardo, se il pezzo pregiato affiancato ad Anthony è in realtà un giocatore in evidente fase calante come Billups. Prospettive? Tutta da verificare l’intesa tra i due big, l’interrogativo più grande lo destano la panchina e lo stato di forma del play ex Pistons: D’Antoni da sempre è poco propenso a fidarsi delle proprie rotazioni, preferendo un massimo di 8-9 giocatori schierabili e lasciando a scaldare la panca il resto della truppa. Se per una squadra mediocre questo può anche essere fattibile, per una candidata al titolo è inammissibile spremere all’inverosimile i propri starter ritrovandosi nelle fasi calde di stagione con il fiatone: necessario quindi puntellare una panchina dove Toney Douglas è attualmente l’unico vero elemento di spicco. Il debutto contro Milwaukee però ha subito fugato ogni dubbio su quale sia il pensiero reale del Madison: ovazioni, esaltazione e 27 punti di Anthony, utili a far volare sempre più in alto New York.

QUI DENVER - In Colorado invece dovrebbero fregarsi davvero le mani: un colpaccio, un vero e autentico colpaccio. La stagione scorsa abbiamo visto partire LeBron James da Cleveland, senza nessun giocatore di livello in cambio, e poi Chris Bosh da Toronto, con il medesimo destino, e infine Amar’e Stoudemire, che da Phoenix è atterrato nella Grande Mela, anche qui senza una trade utile a ricostruire i Suns.
Ebbene, i Nuggets si liberano della grana Anthony ottenendo dei veri pezzi pregiati su cui puntare a una rifondazione: posto che con ogni probabilità Harrington e Smith a fine anno saluteranno Karl, pronto al rinnovo così come Nenè, ripartire da Felton con Ty Lawson come backup, da Gallinari e Chandler come realizzatori e da un settore lunghi da costruire ma con un punto fermo come il centro brasiliano è davvero oro colato per una franchigia che rischiava di veder partire a zero il proprio ormai ex leader. I dubbi del GM Ujiri però riguardano proprio il nostro Danilo Gallinari, etichettato – non propriamente in maniera errata – come tiratore puro e nulla più: si vocifera di una trade imbastita con Clippers (che intanto sono in procinto di spedire Baron Davis a Cleveland per Mo Williams) o Nets, ma in entrambi i casi a nostro avviso le contropartite possibili non sarebbero all’altezza di Gallinari.

George Karl, nuovo coach di Danilo Gallinari (airkobe.com)

QUI GALLINARI – E Danilo? A nostro giudizio è senz’altro un vincitore di questa trade. Per crescere e diventare un’ala piccola dominante era fondamentale quanto prima liberarsi di Mike D’Antoni, allenatore utile a far crescere cifre a tabellino ma poco adatto a rifinire giocatori di grande talento e a creare i presupposti per un gioco vincente e pienamente redditizio. Con il fisico, la tecnica, i fondamentali e la velocità di Danilo, infatti, limitarsi a un compito di tiratore puro è davvero uno spreco e siamo sicuri che un mago della panchina come Karl (qualora non andassero in porto i propositi alternativi di trade) saprà dare al Gallo stimoli e insegnamenti giusti per indirizzarne un progresso verso un destino da All Star.

IL NOSTRO GIUDIZIO – L’operazione è un vero toccasana per i Nuggets e una scommessa azzardata per i Knicks: c’è da dire che mentre di giocatori come Gallinari o Chandler attualmente se ne trovano tanti, Carmelo Anthony fa parte dell’élite della NBA attuale e quindi qualsiasi operazione che coinvolga una star di questo calibro, nel punto più alto della propria maturazione e senza problemi fisici è senz’altro da ritenere intrigante, a maggior ragione se messo accanto a un altro big come Stoudemire (con il quale però l’intesa è senz’altro da costruire e non senza qualche difficoltà sul cammino).

Andrea Samele

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews