NBA Once a Week: La scelta di D’Antoni divide Los Angeles

Mike D'ANtoni (affaritaliani.libero.it)

Senza dubbio la settimana NBA è stata caratterizzata dalla cacciata da parte dei Lakers di coach Mike Brown, con il rimpallo di voci su un grande ritorno di Phil Jackson poi rimasto nel suo pensionamento dorato in favore di Mike D’Antoni. “Un genio del basket offensivo”, lo ha definito Kobe Bryant, ma i cori “We want Phil” risuonavano in modo assordante allo Staples, ma anche tra gli armadietti dello spogliatoio, con dichiarazioni d’amore cestistico per Mr. 11 titoli venute, oltre che dallo stesso Kobe, anche da Howard e Gasol. Quel che è certo è che la sfida per il buon Mike si preannuncia stimolante quindi quasi più dal punto di vista personale che da quello tecnico: uno squadrone che non può fare altro che vincere, questo si diceva dei Lakers con Nash, Bryant, Gasol e Howard. La partenza allo slow motion, con sconfitta nella notte di fronte ai San Antonio Spurs, ha fatto vacillare le certezze nate dopo l’affare Howard, ma il talento, le doti atletiche e carismatiche del quintetto gialloviola sono innegabili.

Rimane per Mike quindi il secondo grande nemico da vincere, lo scetticismo generale che affonda le sue radici nel sistema di gioco con tiro in 7 secondi e nell’adattabilità di star navigate come Bryant e Gasol alla diversità tecnica dei nuovi acquisti Nash e Howard.

MIKE: PERCHÉ SI’
Il primo motivo per cui la scelta di D’Antoni può ritenersi azzeccata è sicuramente la presenza di Nash: il playmaker è stato tra i suoi principali sponsor, con la speranza di riportare sul parquet lo spettacolo visto in maglia Suns. I pick and roll con Howard promettono scintille, con Superman pronto a far sventolare il mantello volando ad alta quota sugli alley hoop di Nash.

In secondo luogo, trovare un coach vincente eccezion fatta per Phil Jackson è impresa rara: Jerry Sloan ha allenato grandi stelle come Stockton e Malone, ma di gingilli da sfoggiare sulle dita nemmeno l’ombra e tra possibili candidature alternative figuravano nomi come Nate Mc Millan o Brian Shaw, nomi di ripiego e sicuramente non abituati a gestire le ambizioni di una franchigia come i Lakers.

Che Kobe Bryant preferisse Phil Jackson è un dato di fatto, ma la scelta di Mike D’Antoni di certo non gli farà storcere il naso: il successo nella spedizione olimpica ha cementato il loro rapporto e dopo il fallimento della gestione-Brown, non certo caldeggiata dal 24, i piani alti della franchigia californiana hanno avuto la bella pensata di consultare il proprio uomo simbolo prima di prendere una decisione definitiva.

MIKE: PERCHÉ NO
Il bello e il brutto di D’Antoni è che alla fin fine i problemi sono sempre gli stessi: mancanza di alternativa di gioco al Run & Gun estremo e incapacità cronica di impostare un sistema difensivo efficace. Il tiro rapido andrà senz’altro rivisto, dal momento che le esigenze di fare spettacolo andranno messe in subordine alla gestione dei campioni e dell’obiettivo di vincere il titolo.

Convincere Kobe Bryant a lasciare completamente nelle mani di Nash la fase di costruzione di gioco non sembra essere impresa facile e si preannuncia altrettanto interessante vedere come si adatterà un giocatore notoriamente soft e che non fa di corsa e atletismo la propria dote principale come Gasol.

Dal punto di vista difensivo la vicenda è ancor più grama, perché è pur vero che Howard nel pitturato è pronto ad aprire i suoi tentacoli per bloccare ogni iniziativa avversaria, ma è altrettanto non privo di importanza il fatto che D’Antoni abbia già avuto un centro difensivamente dominante come Tyson Chandler, con esiti di squadra tutt’altro che positivi.

Infine, il maggior dispendio fisico di un gioco offensivo rapido come quello di Mike e la sua atavica propensione a ridurre al minimo le rotazioni potrebbe contribuire a stancare titolari non più giovanissimi e logorati anche da infortuni: alle spalle dei vari Nash e Bryant non ci sono alternative credibili e il solo Jamison non è abbastanza per fornire punti dalla panchina.

LINEUP OF THE WEEK
PM – Kyrie Irving (CLE)
G – Kobe Bryant (LAL)
AP – Carmelo Anthony (NYK)
AG – Kenneth Faried (DEN)
C – DeAndre Jordan (LAC)

Andrea Samele

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