NBA Once a Week: Dall’Europa all’America

Con la stagione che volge verso la fase calda, molte squadre stanno programmando i rispettivi obiettivi: le contender si rafforzano (Murphy a Boston e Bibby a Miami sono le ultime operazioni di rilievo), mentre il resto della truppa punta gli occhi verso il draft.

Tony Parker (thejerseychaser.com)

EUROPA CHE C’E’ GIA’ – Ennesima stagione di lusso per i tre grandi vecchi del basket europeo in NBA: Tony Parker, nonostante l’ultimo infortunio, è la prima stella dei San Antonio Spurs, dominatori di questa Regular Season e sta trovando una seconda giovinezza fatta di velocità, punti, assist e impatto sensibile sulle sorti delle gare. Lo stesso può essere detto per Pau Gasol (18.6+10.5), il cui avvio scintillante in versione MVP (7 gare consecutive sopra quota 20 con tanto di 5 doppie doppie) viaggiava di pari passo con la partenza sprint dei Los Angeles Lakers: calato lo spagnolo, in maniera per altro sensibile ed evidente, ha rallentato l’intera squadra, iniziando a balbettare e dando i primi, pericolanti, segnali di cedimento. Affidarsi solo a Bryant pare non bastare, in una NBA dove il talento è concentratissimo in poche franchigie e dove avere un roster in grado di colpire con chiunque sembra essere la prerogativa fondamentale per vincere.
Anche per Dirk Nowitzki non si può non parlare di stagione positiva: Dallas è sempre una squadra da vertice e nonostante l’età del leader e del trio Kidd-Marion-Terry, i texani sono sempre più in palla e il secondo posto nella Western con Carlisle allenatore del mese non può che essere un ottimo modo per avvicinarsi ai playoff. Tyson Chandler, inserito in un sistema di gioco adeguato alle sue caratteristiche, con le sue attitudini difensive e il suo atletismo compensa la scarsa vena di Nowitzki nella propria metà campo, mentre l’infortunio di Caron Butler è stato ben assorbito grazie all’acquisizione in corso d’opera di Peja Stojakovic, la cui carriera NBA pareva essere giunta al capolinea.

DELUSIONI E RIVELAZIONI – Per un Turiaf che si ritaglia minuti importanti a New York, sfruttando la mancanza di alternative sotto canestro, perde invece colpi l’altro francese Pietrus, emarginato a Orlando, partito a razzo a Phoenix e poi crollato di colpo sino a finire ai margini della rotazione. Destino simile anche per Darko Milicic, vittima di un infortunio che ne ha arrestato la sin qui tutto sommato positiva stagione: Andris Biedrins ha perso il posto in favore di Ekpe Udoh, mentre è finalmente libero di mettere in mostra tutto il suo repertorio Marcin Gortat. Il “martello” polacco ai Suns si è tolto di mezzo i panni del vice Howard, da 10-15 minuti a sera, vestendo quelli del complemento ideale per la genialità di Steve Nash: gli assist del play canadese innescano alla perfezione Gortat, che solo 3 volte non è andato in doppia cifra nelle ultime 16 partite. Le medie si sono impennate, passando da 4 a 11 punti e da 4.7 a 8.4 rimbalzi! Chi invece pare essersi un po’ fermato è Marc Gasol: il fratellino di Pau non è ancora riuscito a compiere quel salto di qualità per diventare leader dei suoi Memphis Grizzlies: Rudy Gay e la presenza a tutto campo di Zach Randolph ne hanno un po’ tarpato le ali, limitandolo a 11.6 punti e 6.8 rimbalzi, entrambi minimi in carriera.

EUROPA CHE VERRA’ – Sono principalmente 3 i giocatori europei che potranno essere protagonisti nella Draft Lottery 2011: dall’Italia, Donatas Motiejunas, ala grande lituana dalla mano educatissima e dai grandi fondamentali. Il giocatore della Benetton Treviso non è riuscito ad affermarsi come primo realizzatore in pianta stabile, limitando il suo potenziale forse per un’eccessiva timidezza e per una mancanza di carisma: un giocatore con una completezza offensiva di altissimo livello e con un’ottima struttura fisica dovrebbe dominare nel basket europeo, non limitarsi a un ruolo di primo – ma non primissimo – attore. Chi invece ha stupito tutti per i rapidi progressi messi in mostra è Jonas Valanciunas, longilineo lituano con un’impressionante apertura di braccia: i problemi di falli ne hanno limitato il rendimento, ma nei 14 minuti di media al Lietuvos in Eurolega ha messo insieme cifre di tutto rispetto, con 7.6 punti e 5.6 rimbalzi. Il tutto tirando con il 70% da 2, mentre le difficoltà aumentano allontanandosi dal pitturato: Valanciunas si è attirato stima e interesse di parecchi scout NBA e attualmente è quotato per entrare addirittura tra le prime 5 scelte.

Ricky Rubio (interbasket.net)

Da non sottovalutare anche Jan Vesely, rimasto un altro anno al Partizan per imparare ad essere decisivo: per affermarsi in NBA gli sarà necessario un lungo lavoro di potenziamento fisico, con grande attenzione però a non limitarne le accelerazioni. Nonostante l’altezza, infatti, il controllo di palla, la tecnica e le movenze sono di assoluta eleganza e di grande stile: un giocatore bellissimo da vedere e con un avvenire tutto da scoprire.

SUPERCLASICO – Real contro Barcellona quest’anno è sinonimo di due giocatori in procinto di fare il grande passo: il matrimonio di Ante Tomic (Real Madrid) con gli Utah Jazz è ancora tutto da dimostrare. Certo è che il lungo croato a tratti ha dato dimostrazione di essere letteralmente dominante, facendo innamorare con le sue movenze ispirate in maniera impressionante allo stile di Pau Gasol. Il tiro dalla media, il mezzo gancio nel pitturato, la scarsa intensità: sono tante le “skill” che ricordano l’ala grande spagnola dei Los Angeles Lakers. E parlando di talenti spagnoli, non possiamo non chiudere con Ricky Rubio (Barcellona): una delle più grandi delusioni del basket europeo, poco avvezzo a spettacolarità e personalismi e molto più rigido nell’esecuzione di schemi precisi. Il piccolo play del Barcellona potrebbe riscattarsi nella NBA, dove giocatori inizialmente poco dotati al tiro come Tyreke Evans, Derrick Rose, John Wall e anche Chris Paul hanno saputo affermarsi, compensando con genialità e creatività. Certo, il fatto che l’allenatore Pascual gli preferisca Victor Sada non è esattamente un gran biglietto da visita…

Andrea Samele

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