NBA Once a Week: Cadono le grandi, sorridono le piccole

I Lakers di Phil Jackson faticano in regular season (waitingfornextyear.com)

UPSET – Nella notte è arrivata la terza sconfitta consecutiva per i Los Angeles Lakers, incapaci di far fronte alla big night di un sempre più convincente Mike Conley, con in mano le chiavi del gioco dei Memphis Grizzlies. Che la Regular Season non sia il terreno di caccia prediletto da Kobe Bryant e soci è sicuramente noto: per una squadra abituata ad occupare stabilmente il primo posto nella Western e con un’età media piuttosto avanzata, dover ora inseguire i lanciatissimi Spurs, avanti di 3 gare, potrebbe però comportare sforzi supplementari rispetto al minimo indispensabile con cui la stagione passata si è raggiunto l’obiettivo. Le 3 sconfitte consecutive, infatti, arrivarono anche nel 2009, ma a marzo inoltrato, con il primo posto già saldamente nelle mani della truppa di coach Phil Jackson.
Non se la passano certamente meglio i Miami Heat, poco sopra il 50% di vittorie in classifica: a preoccupare ulteriormente i fan della Florida, come se non bastasse la ancora mancata compattezza di squadra e armonia tra i leader, è arrivato anche il caso LeBron James, protagonista in negativo di una spallata al proprio allenatore, forse causata dalla frustrazione per una sconfitta in cui per altro l’ex Prescelto è andato totalmente fuori fase (5/19 al tiro e 5 palle perse).

OLD SCHOOL – La vecchia scuola insegna ancora come si gioca a basket: 15 punti, 18 rimbalzi e 11 assist recita il tabellino di unTim Duncan tirato a lucido nella vittoria stagionale numero 15 dei San Antonio Spurs contro i Golden State Warriors. La franchigia di coach Popovich, data per spacciata da molti dopo i problemi fisici di Ginobili e Parker e l’inevitabile calo di Tim Duncan, sta vivendo una seconda giovinezza, con il gruppo storico tornato su livelli da titolo e le seconde linee giovani – tra cui spicca l’ex Benetton Gary Neal – ad integrarsi alla perfezione in un meccanismo che sinora ha conosciuto davvero pochi momenti di blackout.
Anche per Dirk Nowitzki il tempo sembra davvero non passare mai: additato come in declino, in procinto di svernare a Dallas dopo la firma al rinnovo contrattuale, WunderDirk sta invece viaggiando a pieno regime, con quasi 26 punti di media tirando con il 54%, suo massimo in carriera. I Mavericks trascinati dal tedesco e da un roster completo in ogni settore, sia a livello fisico che tecnico, sono attualmente la seconda forza della Western Conference, con una striscia aperta di 6 vittorie consecutive, pareggiata soltanto dagli Utah Jazz.

ITALIANS – Dopo un avvio di stagione folgorante, pagano dazio i New Orleans Hornets di Marco Belinelli (6.5): la guardia italiana mantiene il suo spot in quintetto base, pur diminuendo il proprio fatturato e il proprio minutaggio. I suoi boxscore continuano ad essere poveri di statistiche differenti dai punti, la cui costante oltre la doppia cifra rappresenta sicuramente un fatto incoraggiante, mentre procedono a ritmo alternato le percentuali al tiro, pur mantenendosi su un livello apprezzabile per una guardia tiratrice.

Danilo Gallinari: è il secondo miglior tiratore di liberi nella NBA (news.tuttobasket.net)

Si interrompe contro i Celtics la mini serie positiva di 4 W consecutive di Andrea Bargnani (voto 5.5) e dei Toronto Raptors: ancora una volta il Mago finisce triturato da Kevin Garnett, autore del proprio season high a quota 26 punti, con anche 11 rimbalzi e il 56% scarso al tiro. Leggermente in progressivo miglioramento il conto rimbalzi, con l’infortunio grave occorso a Reggie Evans, miglior rimbalzista della lega, che lascia i Raptors con un buco sotto i tabelloni da colmare necessariamente con uno step up di Bargnani: al Mago, per diventare un leader, un uomo franchigia vero e proprio, manca la capacità di ribaltare le sorti di una partita. Se Toronto gira male, anche Bargnani non vede il canestro (sempre intorno al 30% nelle ultime 4 sconfitte Raptors), mentre quando l’intera squadra ha il ritmo giusto, Andrea ne diventa il naturale protagonista.

Continua a sorridere invece New York, arrivata ormai in zona playoff nella Eastern e ad una sola gara di distacco dal sesto posto occupato dai Miami Heat: Gallinari (voto 6.5) ha visto i suoi tabellini calare di netto dopo la serie di grandi prestazioni della settimana passata. A funzionare per la franchigia del Madison Square Garden è soprattutto la connection tra Raymond Felton, sempre più a suo agio in cabina di regia, e Amar’e Stoudemire, autentico dominatore nelle sorti offensive di New York. Per Danilo pochi punti ma molto spesso con un peso specifico rilevante: l’unica sconfitta nelle ultime 8 partite coincide con i soli 4 punti di Gallinari, cresciuto anche a rimbalzo e negli assist. Piccola ciliegina statistica, il secondo posto assoluto per Gallinari nella classifica delle % al tiro libero.

Andrea Samele

LINEUP OF THE WEEK – Ecco il quintetto della settimana:

PG (playmaker) – Raymond Felton (NYK) – Russell Westbrook, Tony Parker
SG (guardia) – Derrick Rose (CHI) – Kobe Bryant, Eric Gordon
SF (ala piccola) – Michael Beasley (MIN) – Kevin Durant, Carmelo Anthony
PF (ala grande) – Amar’e Stoudemire (NYK) – Kevin Love, Dirk Nowitzki
C (centro) – Tim Duncan (SAS) – Dwight Howard, Roy Hibbert

VIDEO DELLA SETTIMANA: LA SPALLATA DI LEBRON JAMES A COACH SPOELSTRA

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