NBA Once a Week: Blake Griffin Mania! E Carmelo Anthony ha la valigia pronta…

Blake Griffin, strepitoso rookie dei Los Angeles Clippers (nbaitalia.net)

ALI GRANDI - La NBA 2010-2011 si conferma la stagione delle ali grandi: i Lakers partono a mille grazie a un Pau Gasol in versione MVP, i Mavericks inanellano winning streak sempre più lunghe finchè poi si ferma Nowitzki e tanti saluti a tutti. Per non parlare di Garnett ai Celtics, Scola, Bargnani, Zach Randolph e perfino LaMarcus Aldridge, che libero dalla presenza ingombrante di Brandon Roy sta giocando il miglior basket in carriera. E abbiamo volutamente lasciato da parte Chris Bosh, il cui step up di rendimento ha lanciato gli Heat a una furiosa rimonta verso la vetta della Eastern Conference. Ma proprio contro il nuovo fenomeno che sta monopolizzando l’attenzione degli appassionati si è interrotta la striscia positiva del team di Pat Riley: Blake Griffin, sensational-rookie, sta letteralmente spiegando le ali e volando alto, più in alto di tantissimi altri pari grado. Un repertorio di giocate offensive degno di un veterano, con schiacciate spaventose, tiri da sotto, uso del perno e anche qualche jumper dalla media: lasciarlo in campo aperto è sinonimo di showtime, la combo con Baron Davis garantisce spettacolo a palate, con alley hoop e no look pass sempre pronti a uscire dal cilindro del playmaker, anch’egli rivitalizzato in questa prima fase di 2011. L’infortunio di Chris Kaman, ancora ai box per guai alla caviglia, ha dato ancora più spazio al prodotto di Oklahoma, che ha trovato in DeAndre Jordan il complemento ideale: punti, talento e star power da una parte, verticalità, rimbalzi, difesa e stoppate dall’altra. Difficile, quasi impossibile che i Clippers dell’era Del Negro possano centrare una clamorosa risalita fino ad un posto playoff (rimonta che a Del Negro riuscì anche la stagione passata con i Bulls, dati per dispersi a metà stagione e poi giunti ai playoff con un gran finale di Regular Season), certo è che con pochi aggiustamenti e mirati intorno a Griffin, il futuro per la franchigia povera di LA non può essere che roseo.

ANTHONY, ADDIO DENVER! - Sembra ormai imminente l’addio di Carmelo Anthony ai Denver Nuggets, in smobilitazione per le probabili partenze anche di Billups, Harrington e forse JR Smith, appetito proprio dai Chicago Bulls, alla ricerca di una guardia che garantisca punti con continuità. New Jersey è sembrata vicinissima nelle ultime ore, in un three-way package che avrebbe spedito a Denver Morrow, Favors, Harris e prime scelte future e a Detroit Joan Petro e l’expiring Troy Murphy. New Jersey sarebbe ripartita da Anthony, con Billups, Hamilton (da Detroit) e Brook Lopez: mossa giusta o clamoroso errore? Prendere Anthony sarebbe un affare per qualsiasi franchigia, a maggior ragione per una depressa da anni di mediocrità e in procinto di dare una svolta al proprio trend recente. Ma dal punto di vista della futuribilità, Billups e Hamilton rischiano di non garantire un rendimento all’altezza di una squadra con ambizioni da playoff e non reggono fisicamente il confronto con le altre triadi che imperversano nella lega. Diversa la situazione qualora arrivasse Chris Paul, sogno proibito di mezza NBA: playmaker, ala piccola e centro, Paul, Anthony e Lopez, scheletro di sicuro rendimento. Nelle ultime ore si è nuovamente raffreddata questa prima pista e come sempre è successo ecco tornare i rumors sui New York Knicks: Walsh e D’Antoni non hanno materiale di scambio paragonabile al trio offerto dai Nets, ma hanno dalla loro parte una miglior posizione in classifica, l’appeal del Madison Square Garden e la presenza di Amar’e Stoudemire, pronto ad accogliere a braccia aperte Melo. Defilati ma sempre pronti ad addentare la preda anche gli Houston Rockets, le cui strategie potrebbero includere il contratto in scadenza di Yao Ming, sul cui futuro non v’è più alcuna certezza.

Andrea Bargnani, unica luce azzurra della settimana (sctf.it)

ITALIANS - Settimana sfortunata per i nostri portacolori, condizionati da problemi fisici e costretti a guardare i compagni in borghese: è toccato per primo a Danilo Gallinari (sv), vittima di un incidente pauroso ma fortunatamente meno grave di quanto sembrava in presa diretta: distorsione al ginocchio dopo un brutto contatto con Brandon Rush e qualche settimana ai box nella speranza di non perdere la buona forma che aveva caratterizzato le ultime prestazioni del Gallo. Per Belinelli (6) è invece la caviglia il punto dolente, dopo una caduta rovinosa nella gara vinta nella notte contro i torridi Orlando Magic: gravità tutta da verificare, ma Hornets che pescano dalla panchina un Marcus Thornton decisivo. Non c’è tempo per il Beli per rifiatare e recuperare, perché sul suo collo c’è il fiato di tutte le rotazioni piccole a disposizione di coach Monty Williams. Rimane il solo Andrea Bargnani (voto 7), che dopo i problemi di dicembre è tornato stabilmente sopra i 20 punti a sera: i rimbalzi continuano ad essere un grande problema, ma in una squadra in cui regnano anarchia, mancanza di obiettivi e mancanza di talento, il Mago è l’unica vera luce che garantisce un briciolo di positività verso il futuro.

Andrea Samele
LINEUP OF THE WEEK -
PG – playmaker – Derrick Rose (CHI) – Deron Williamsn, Jrue Holiday
SG – guardia – Dwyane Wade (MIA) – Kobe Bryant, Joe Johnson
SF – ala piccola – LeBron James (MIA) – Kevin Durant, Danny Granger
PF – ala grande – Blake Griffin (LAC) – LaMarcus Aldridge, Zach Randolph
C – centro – Dwight Howard (ORL) - DeAndre Jordan, Kevin Love

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