NBA: I consigli giusti per un Fantabasket da protagonista

Consigli utili per il Fantabasket NBA (articolotre.com)

LE PRIME SCELTE – Con LeBron James si va sul sicuro, ma non trascuriamo Kevin Love, anche al primo posto: in Fantasy Game che considerano anche parametri come il tiro da 3, avere un lungo capace di portare punti dal perimetro senza intaccare il fatturato di rimbalzi (come accade per Bargnani, ad esempio) e rimbalzi in attacco è senz’altro un valore aggiunto. Sempre per chi ama una prima scelta di fisico, si fa prepotente la candidatura di Andrew Bynum, in predicato di moltiplicare le proprie cifre sfruttando il nuovo ruolo di leader e totem nella Città dell’amore fraterno: attenzione però agli infortuni, con un ginocchio malandrino che già mette in pericolo la sua presenza nell’opener stagionale. Dwight Howard è una garanzia, ma la presenza di così tante stelle potrebbe diminuire i palloni a disposizione e i punti nelle mani, mentre scende di gradimento la quotazione di Pau Gasol.

Per chi è affascinato dal genio e dalla sregolatezza dei piccoli, senza Derrick Rose sono rimasti Paul, Williams e Westbrook, con quest’ultimo sempre penalizzato dal dato inequivocabile relativo alle palle perse. Scendono le quotazioni di Kevin Martin, realizzatore più che affidabile ma che deve fare i conti con i cambi di umore di McHale, gli infortuni, le vicissitudini contrattuali e i giovani rampanti (Lamb su tutti). Gordon è ancora ai box, mentre guarda al primo giro anche Kyrie Irving, destinato a essere il leader dei Cavaliers e a veder crescere il proprio rendimento.

MINUTI DI QUALITA’ E INJURY PRONE - In Leghe dove conta anche il rapporto fantasypoint/minuti, guadagnano posizioni giocatori di impatto come Millsap (da primo giro), Faried, Gooden o Harrington, senza dimenticare Noah e Humphries. Da evitare (o da scegliere con i debiti scongiuri), tranne in caso di scommesse, i giocatori costantemente bloccati da infortuni: Stephen Curry, Andrew Bogut, Dwyane Wade, Kaman e Nene, oltre ai già citati Gordon, Bynum o Rose e ai rientranti o aspiranti tali Billups, Wall e Rubio. Il maestro della gestione Popovich, con i suoi turni di riposo per i big, costituisce un deterrente per chi punta su Duncan, Parker o Ginobili, mentre Adelman e Karl sono ottimi per chi cerca giocatori completi in grado di fornire il proprio apporto in più chiavi statistiche: di questa categoria fanno parte Iguodala, Kirilenko, Joe Johnson, Gerald Wallace e Rajon Rondo.

QUANDO IL GIOCO SI FA… BELLO - I sistemi di gioco gonfia-cifre hanno reso celebri giocatori tutto sommato non trascendentali: Golden State è sempre una fucina di fantasy point e il miglior candidato a sorprendere potrebbe essere Klay Thompson. Sulla stessa lunghezza d’onda sembra essersi avviata Milwaukee, che affida le chiavi del gioco a Jennings e a Monta Ellis, mentre andrà verificata la consistenza di Dragic come erede di Steve Nash e di Lowry come punto di riferimento dei Raptors. Stesso discorso per quanto riguarda lunghi come David Lee, miracolato prima dalla gestione D’Antoni e poi dall’approdo ai Warriors, Andrea Bargnani, unico vero realizzatore dei Raptors, o LaMarcus Aldridge, cuore, anima, punti e rimbalzi dei Blazers.

GIOVENTU’ CHE CRESCE – Greg Monroe è ormai una garanzia e al suo fianco si attendono rapidi progressi anche da Brandon Knight: stesso spartito da seguire anche per Kemba Walker ai Bobcats e per Holiday a Philadelphia. Rivitalizzato dal passaggio a Dallas, Darren Collison potrebbe riprendere così il suo processo di crescita dopo la parentesi non felicissima in maglia Pacers, con George Hill lanciato nel ruolo di playmaker titolare. Da non lasciarsi scappare, tra i rookie, Damian Lillard, mentre rappresentano affascinanti sorprese Royce White, Donatas Motiejunas e Jared Sullinger.

Andrea Samele

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