NBA: 1° luglio, il giorno della verità

La nidiata di Free Agent capeggiati da LeBron James fa molta gola alle squadre NBA. Insieme a lui nomi del calibro di Dwyane Wade, Joe Johnson, Chris Bosh, Amare Stoudemire e probabilmente anche Dirk Nowitzki

di Federico Bertolotti

Akron (Ohio) - Nell’antichità, quando i Re e gli Imperatori erano ancora tali, era usanza far visita al castello del monarca di turno e omaggiarlo di ricchi doni per entrarne nelle grazie. Da giovedì 1° luglio 2010, dopo centinaia di anni, l’usanza tornerà in auge. Delegazioni dei Chicago Bulls, New York Kniks, New Jersey Nets e Washington Wizard faranno visita a sua maestà LeBron James il quale, dalla sua dimora di Akron-Ohio, emetterà il verdetto e darà il via alla (probabile) più grande girandola di fenomeni che la NBA abbia mai visto.

James LeBron

La data è certa perché nella NBA le regole sono ferree, solo ed esclusivamente da quando scadrà il contratto con i Cleveland Cavaliers, e cioè alla mezzanotte del 30 giugno 2010, i team manager delle altre squadre potranno approcciarsi a “the King” supplicandolo di diventare parte integrante del loro nuovo progetto.

Tutto questo potrà sembrare esagerato, ma se si pensa che la stima effettuata sul valore della franchigia di Cleveland (valutata attorno ai 400 milioni di presidenti spirati) senza sua maestà è praticamente dimezzata, allora forse capiamo perché attorno alla sua decisione ci sia tutto questo fermento. E saranno tutti immobili ad aspettare lui, perché l’esito della sua decisione influirà a cascata su quella di tutti gli altri free agent e segnerà il destino dei General Manager, su tutti Donnie Walsh GM di NY che da 2 anni sta letteralmente smantellando la squadra per poter avere spazio salariale sufficiente per portare nella grande mela LeBron e affiancarlo ad un’altra superstar e al nostro Danilo Gallinari.

Lo spazio salariale è la chiave per capire come mai solamente alcune squadre possono ambire ad ottenere i servigi di James. In NBA infatti ogni franchigia può spendere un massimo di circa 56 milioni di dollari per gli stipendi dei giocatori in roster, per ogni dollaro speso in più il team versa un dollaro di luxury tax ad un fondo che viene distribuito alle squadre che non superano il limite del monte salari.

Ad oggi, dopo gli ultimi scambi pre-draft, la squadra con maggior spazio salariale è Chicago che con 34 milioni liberi può offrire a James il massimo spendibile per un giocatore,  circa 17 milioni, affiancando al “Prescelto” un’altra super stella tra le altre prendibili sul mercato dei free agent (l’ipotesi più plausibile è Bosh o al limite Stoudemire per una questione di ruoli). Oltre allo spazio salariale, Chicago è anche la squadra che ha già sotto contratto i migliori giocatori rispetto alle altre pretendenti, potendo offrire a LeBron un cast di supporto molto valido con i vari Rose, Deng e Noah oltre al nuovo coach Tom Thibodeau, mago della difesa dei Celtics degli ultimi 3 anni. Nonostante tutti questi evidenti vantaggi però Chicago ha un grande svantaggio: LeBron dovrebbe vivere all’ombra del più grande di tutti, Michael Jordan, che di Chicago ha fatto la storia con i 6 titoli vinti negli anni 90, e questo potrebbe essere un peso non indifferente sulle spalle dell’ex numero 23.

Il secondo team con più spazio salariale è New York, anch’essa con oltre 30 milioni liberi e quindi in grado di portare una seconda stella al Medison Square Garden. Il cast di supporto è decisamente inferiore con poco da offrire oltre al nostro Gallinari, che ha dimostrato di poter diventare veramente un super giocatore, e al quasi nostro Mike D’antoni, allenatore molto amato dai giocatori NBA per via del suo spumeggiante modo di giocare. Di certo però l’ambiente di New York, oltre a essere un’autentica macchina da soldi per chi come James vuole stare sotto le luci della ribalta, è decisamente il più affascinante come prospettiva visto che la fame di vittorie nella metropoli all’ombra della statua della libertà è altissima e una squadra vincente non la si vede da praticamente un decennio.

Con buono spazio salariale ci sono anche New Jersey e Washington. La prima può offrire a James il supporto di alcuni buoni giovani come Harris e Lopez ma non sembra ancora pronta per avere una squadra da titolo. La seconda ha pescato la prima scelta al draft e ha optato per Wall, sulla carta un giocatore straordinario ma senza ancora esperienza in NBA e ha in Arenas un talento cristallino ma il cui comportamento ha già più volte danneggiato la sua immagine e quella della franchigia.

Dwyane Wade

Esiste anche un’altra opzione, forse un po’ pazza, ma non da escludere. Gli Heat di Wade, il quale sembra molto vicino al rinnovo con i suoi Miami che hanno lo spazio per portare James in Florida per creare la coppia potenzialmente più forte della NBA (insieme a Bryant sono i 3 più forti ad oggi della lega). Ci sarebbero dei problemi di chimica di squadra da risolvere ma con questo scenario il capo allenatore diventerebbe Pat Riley, un nome che è da sempre garanzia di successo.

Infine esiste l’ultima possibilità, sua maestà decide di rimanere dov’è, rifirma con i Cavaliers e prova a dare alla sua città un titolo che insegue da 7 anni. Sarebbe una scelta di cuore, di fedeltà e a quel punto tutti gli altri si dovrebbero accontentare delle briciole, perché anche se stiamo parlando di campioni assoluti, tutti vogliono LeBron, le altre sono scelte secondarie.

Potrebbe essere l’estate della rivoluzione per la NBA che, a prescindere dalla scelta di LeBron James, vedrà dei movimenti importanti visto che i vari Bosh, Stoudemire, Johnson, Boozer sembrano destinati comunque a cambiare squadra. A questi aggiungiamo Wade, Nowitzki, Pierce, Allen, Lee e Yao Ming tutti super campioni che hanno l’opzione di uscire dal proprio contratto per esplorare il mercato dei free agent. La geografia NBA potrebbe cambiare, ma una certezza rimane, i Lakers sono campioni in carica e quelli da battere anche l’anno prossimo, rimangono Bryant, Gasol e compagni.

Foto | via http://www.babble.com, http://www.nbamania.it, http://ctsportslawblog.files.wordpress.com

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