Naufragio Concordia: al via le operazioni di svuotamento carburante

concordia

La Costa Concordia

Grosseto – Sono cominciate stamattina le operazioni di avvicinamento della Smit Salvage alla nave da crociera Costa Concordia. Dunque, nelle prossime ore sarà eseguita un’accurata ispezione dello scafo prima di passare alle manovra di svuotamento serbatoi. Intanto, due unità di palombari della Marina Militare continueranno le ricerche dei dispersi aprendo un varco sul ponte 3.

La Smit eseguirà delle immersioni di 18-20 metri di profondità, perlustrando la zona prima di svuotare la prima cassa di carburante. Tutto deve essere operato nella massima sicurezza per garantire l’incolumità dei sommozzatori e dell’ambiente.

Ancora precaria la situazione nel decimo giorno dal naufragio della Concordia. Ieri è avvenuto il ritrovamento di altre due donne nonché il riconoscimento di uno dei dispersi. Si tratta della “sposina di Biella”, Maria D’Introno, 30 anni, in viaggio sulla Concordia con i familiari scampati al naufragio.

Sempre ieri, il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e commissario delegato all’emergenza, ha dato il via alla “green light”, l’operazione defueling, per svuotare la nave del carburante e continuare, nel contempo, con la ricerca di coloro che non rispondono all’appello degli imbarcati. Operazioni, entrambe, rese difficili anche dall’imputridimento dell’acqua all’interno dello nave.

Il via alle operazioni è stato deciso ieri notte dopo che a 500 metri dall’Isola del Giglio è stata avvistata una macchia d’olio di 300 metri per 200 circa che pare sia fuoriuscita dallo scafo della nave subito dopo l’impatto con lo scoglio del Le Scole. Pare poi che la macchia si sia adagiata sul fondo rimanendo “silente” per poi essere riportata in superficie dalle correnti. C’è tuttavia anche chi sostiene che l’olio provenga da una delle varie imbarcazioni di salvataggio che da giorni stanno navigando intorno al Concordia.

L’allarme degli isolani, tuttavia, ha fatto scattare la Protezione Civile che pare fiduciosa sulla possibilità di ‹‹effettuare le due operazioni contemporaneamente››, ha detto Gabrielli. ‹‹Proseguiremo le ricerche dei dispersi finché potremo ispezionare la nave›› chiarendo che ‹‹se ci saranno corpi sotto lo scafo sarà possibile recuperarli solo quando la nave sarà di nuovo in asse››.

Il prefetto, poi, torna sui presunti “clandestini” a bordo. ‹‹Dispiace – ha affermato Gabrielli- che si sia data un’immagine della società che nasconde clandestini nelle sentine››. Meglio, per Gabrielli, il termine “non censito”.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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