Nato: via le armi nucleari dall’Europa

Presto gli ordigni nucleari presenti in Europa potrebbero essere rimossi. La richiesta è stata presentata dal governo belga ed è stata già accolta dalla Germania. Adesso la parola spetta alla Nato

di Nicola Gilardi

La guerra fredda è finita da ormai 20 anni, ma in Europa ne rimangono ancora i resti. Si tratta delle oltre 200 armi tattiche nucleari sparse fra Turchia, Italia, Germania e Belgio. Dopo la caduta del muro di Berlino ed il dissolvimento dell’Unione Sovietica queste armi hanno cessato di avere un senso. Le zone di influenza sono svanite ed il mondo ha cessato di essere spaccato a metà.

Queste armi, però, continuano ad essere lì lasciando in sospeso una questione che, in realtà, doveva essere chiusa da tempo. Per risolvere questa situazione è intervenuto il governo Belga di Yves Leterme che con una lettera aperta si è fatto portavoce di altri 4 paesi aderenti al Patto Atlantico: Olanda, Germania, Norvegia e Lussemburgo.

Ad essere favorevole da tempo è il cancelliere tedesco Angela Merkel che già nell’ottobre scorso, dopo la sua rielezione, pose come uno dei primi obbiettivi lo stoccaggio delle armi nucleari ancora presenti sul territorio tedesco. Proprio l’impegno della Germania potrebbe avere un peso importante, dato che ospita un gran numero di quelle armi.

La decisione potrebbe essere storica. «E’ impossibile rifiutare agli altri Stati di acquisire armi nucleari se ne abbiamo noi» hanno detto gli esponenti belgi. Questo potrebbe essere il primo passo per realizzare l’idea di Barack Obama che nell’aprile 2009 dichiarò di volere «un mondo nuovo e senza armi nucleari». A preoccupare, però, resta la volontà dell’Iran di dotarsi di armi nucleari e di affiancare, così, l’India, il Pakistan e la Corea del nord che già ne sono in possesso.

Yves Leterme

L’obbiettivo principale è quello di aprire un dibattito sulla denuclearizzazione in vista della conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare che si terrà a maggio a New York. «Avanzamenti concreti non saranno possibili se non attraverso negoziati seri con i partner della Nato e tenendo conto dei progressi nei negoziati in corso nel settore del disarmo» ha commentato Leterme.

La Nato, North Atlantic Treaty Organization, nacque nel 1949 per creare una coalizione di paesi in grado di opporsi ai possibili attacchi sovietici. Attraverso il Patto Atlantico, si stabilì, infatti, che un attacco ad uno qualsiasi dei paesi aderenti sarebbe stato considerato un aggressione all’intera organizzazione internazionale.

Oggi il ruolo prevalente è quello di coordinamento delle politiche estere dei vari paesi. Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica il dialogo è iniziato anche con la Russia per la risoluzione di problemi globali come il terrorismo. L’elemento della “difesa collettiva”  è quindi divenuto meno importante, mentre l’elemento di dialogo politico è diventato predominante per la cooperazione e la risoluzione di problemi internazionali.

L’iniziativa del Belgio è molto importante per fare un passo in direzione del disarmo nucleare. Adesso è necessario un atto di volontà delle nazioni per operare questo passaggio. A doversi impegnare è anche il governo italiano che ospita alcuni ordigni nucleari. Proprio il coordinamento della Nato, in questo, potrebbe giocare un ruolo importante.

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