Natale e Capodanno a Londra. Le mostre da non perdere

Renaissance to Goya: prints and drawings from Spain al British Museum

Dopo aver toccato Parigi WakeUpNews atterra a Londra per scoprire le mostre più interessanti in corso durante queste festività. La capitale britannica è tra le destinazioni favorite in questo periodo perchè famosa per lo shopping natalizio e anche per il brindisi di fine anno si attendono, come ogni 31 dicembre, tanti turisti da tutto il mondo. Quali le esposizioni in corso nella città di Sua Maestà Elisabetta II?

Renaissance to Goya: prints and drawings from Spain è tra le proposte del British Museum quella che permette di ammirare le opere di maestri davvero grandi, da Diego Velazquez a Francisco Goya. Il Paese su cui l’attenzione si focalizza è la Spagna, ma la selezione di disegni e dipinti non si limita a quelli realizzati da artisti nati nella penisola iberica, ma anche stranieri che vi lavorarono dalla metà del XVI secolo fino ai primi decenni dell’Ottocento, il cosiddetto “Secolo d’oro” dell’arte spagnola: tra questi l’italiano Giambattista Tiepolo, la cui attività pesò sulla tradizione artistica locale conducendola ad esiti innovativi. In pieno stile inglese suona la mostra Ritual and revelry: the art of drinking in Asia, dove la bevanda più amata in Gran Bretagna – il the – si svela nelle sue più lontane origini orientali insieme a tutto il possibile repertorio di libagioni nella tradizione asiatica; di estrema attualità un’altra delle proposte temporanee del museo, Bubbles and bankruptcy: financial crises in Britain since 1700, viaggio attraverso le crisi economiche e finanziarie dalla bolla speculativa della South See Company (1720) al crollo delle banche nell’ultimo quadriennio.

Alla National Gallery i riflettori sono tutti su Richard Hamilton. The Late works, monografica sull’artista scomparso nel 2011 proprio mentre stava personalmente lavorando a questa sua personale: tutto quanto c’è da sapere sta nell’approfondimento già pubblicato da WakeUpNews e realizzato da Benedetta Rutigliano (clicca qui). Il museo londinese offre però anche un’altra interessante esposizione dedicata alla fotografia che mette in parallello questo mezzo espressivo con la tradizione dell’arte figurativa, Seduced by Art: Photography Past and Present. Che le due forme d’arte siano intimamente legate è noto a tutti, ma l’originale allestimento della National Gallery, dove si affiancano gli scatti di fotografi del passato e del presente ad opere pittoriche (o anche scultoree) cui sono debitrici per impianto compositivo o genere, offre al pubblico  nuovi motivi di riflessione sulle diverse modalità in cui gli artisti della macchina da presa – Martin Parr, Craigie Horsfield, Richard Billingham, Richard Learoyd e Julia Margaret Cameron solo per menzionarne alcuni -  hanno “usato” le immagini di altri artisti venuti prima di loro come ad esempio Edgar Degas o Ingres.

Anche la Tate Britain e la Tate Modern sono in grado di stuzzicare la curiosità grazie agli eventi in corso, che vedono spiccare in primo piano la conturbante atmosfera del periodo preraffaellita grazie a Pre-Raphaelites: Victorian Avant-Garde (sui cui ha scritto per la nostra testata Natalia Radicchio, clicca qui per leggere). Alla Tate Britain, insieme a Dante Gabriele Rossetti e compagni, sono anche esposte fino al 6 gennaio alcune delle opere finaliste del Turner Prize 2012, vinto da Elizabeth Price: responsabili delle diverse istallazioni sono Spatacus Chetwynd, Luke Fowler, Paul Noble. La sezione Modern della Tate Gallery di Londra vede invece in corso A Bigger Splash: Painting after PerformanceWilliam Klein + Daido Moriyama. Nella prima, come alla National Gallery si mettevano in relazione fotografia e pittura tradizionale, si vogliono affiancare due tecniche espressive – pittura e arti performative – esplorandone il rapporto dinamico e di scambio reciproco creatosi a partire dagli anni Cinquanta del XX secolo: tra i pezzi esposti alcuni capolavori di Jackson Pollock e David Hockney – tra i primi originali creatori di dipinti “dinamici” che sono vere e proprie performance – ma anche Pinot Galizio e Cindy Sherman. La fotografia dello statunitense Klein e del giapponese Moriyama è invece il filo rosso attraverso cui si esplorano non solo le due metropoli che meglio li “rispecchiano” (New Tork e Tokyo), ma anche si dimostra la profonda affinità tra due artisti apparentemente lontani.

Due allestimenti degni di nota anche quelli del Victoria & Albert Museum, non a caso WakeUpNews ha già dedicato un approfondimento a Hollywood costume: il titolo racconta da solo molto su questa bella mostra dedicata agli abiti indossati dalle star protagoniste dei grandi kolossal hollywoodiani, da Il mago di Oz a Titanic (leggi la recensione). Per palati artistici raffinati ed esigenti è Light from the Middle East: New Photography, selezioni di scatti di autori originari dell’area mediorientale più ampiamente intesa, dal Nord Africa all’Asia centrale, che si confrontano con le profonde trasformazioni politiche e sociali dei propri Paesi, ma che nello stesso tempo offrono esempi di diversi e personalissimi usi del medium fotografico, ora rigorosamente documentario, ora invece ricercatamente interpretativo ed estetizzante; le tre sezioni in cui la mostra si articola -  Recording, Reframing and Resisting – riflettono esattamente questi differenti approcci e conducono a porsi domande “antiche” ma sempre fortemente attuali: la fotografia può essere davvero registrazione fedele della realtà? la fotografia può raccontare la verità? la fotografia può essere manipolata e contaminata per assumere nuovi usi e significati?

Il "rotolo" di On the Road di Jack Kerouac alla British Library

Toccati tutti i luoghi cult del tour londinese dell’arte non significa però aver esaurito l’offerta di mostre ed esposizioni e per chi abbia voglia di addentrarsi in un circuito magari meno battuto sotto il profilo turistico c’è tanto altro da scoprire. Al Museum of London è in corso ad esempio Doctors, Dissection and Resurrection Men, dedicata a pratiche d’indagine medica tanto scientifiche quanto in fondo macabre: gli studi di anatomia comparata uomo-animale, la dissezione dei cadaveri, l’autopsia. Alla British Library ci sono invece da scoprire veri tesori librari (e non): splendide oreficerie, sontuose legature, libri manoscritti finemente illustrati o primi esempi di volumi a stampa sono al centro di Mughal India: Art, Culture and Empire e Armenian Treasures – dedicate rispettivamente all’arte libraria sotto la dinastia imperiale Mughal e nell’Armenia dal XVI al XX secolo – mentre un unico cimelio letterario che a tanti farebbe venire i brividi basta (e avanza!) per animare On the Road: Jack Kerouac’s manuscript scroll (aperta solo fino al 27 dicembre): è sufficiente tradurre per capire che si tratta del “rotolo” originale di Sulla strada di Jack Kerouac, capolavoro della beat generation e romanzo-icona di intere generazioni di viaggiatori coast to coast.

Appuntamento alla prossima tappa per conoscere le più belle mostre natalizie di…Berlino!

Laura Dabbene

@LauDab1976

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