Monday, May 21, 2012

In mostra al Madre di Napoli l’universo scultoreo di Fausto Melotti

Post di Anna Bastione data: dicembre - 19 - 2011

Scultura n. 11 di Melotti

NAPOLI – Inaugurata il 16 dicembre al Museo di arte contemporanea Donnaregina, più comunemente conosciuto come Madre, durerà fino al 9 aprile 2012 quella che viene definita la più grande e completa esposizione dedicata a Fausto Melotti (Rovereto 1901 – Milano 1986), organizzata in collaborazione con l’Archivio Fausto Melotti.

Al terzo piano del museo sono esposte più di 200 opere dello scultore italiano, considerato una delle figure chiave della plastica del Novecento al pari di alcuni suoi celebri colleghi come Alberto Giacometti, Lucio Fontana, Louise Bourgeois e a loro pari riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale. Le sue prime opere risalgono agli anni Trenta e Quaranta del Novecento e fin dagli inizi si è contraddistinto per essersi posto in prima linea nel rinnovamento e nello sviluppo del linguaggio plastico e materico.

Dalle sue opere infatti, esposte secondo un criterio cronologico e spazianti in un ricco universo di materiali – che va dalle ceramiche alle maioliche e gessi, dal ferro all’inox, ma contempla anche disegni e bozzetti – si evince il genio scultoreo dell’artista: magico e rituale ma al contempo mai astratto, anzi corporeo. La maestria con cui l’artista coniuga la tradizione classica con le avanguardie europee, la sensibilità musicale con la conoscenza scientifica, l’abilità scultorea con quella di ceramista, la creatività poetica e letteraria con la ricercatezza da raffinato disegnatore, ne fanno uno dei talenti artistici più rilevanti del XXI secolo.

Negli anni del fascismo il suo percorso artistico si riempie di forme monumentali, di energia, di perizia tecnica ed espressiva. Raggiunta la maturità invece, dopo la fine dell’ultimo conflitto mondiale, Melotti segue il fil rouge di una progressiva smaterializzazione delle sue composizioni che esprimono la concezione dell’arte come esperienza dell’incompiuto.

Le opere in esposizione al Madre ben raccontano il salto, mai casuale, da un percorso stilistico ad un altro. E’ possibile ammirare i gessi degli anni Trenta, ad esempio Scultura n.11, caratterizzata da una forma astratta e piacevolmente decorativa ma ben collocata nello spazio attraverso un gioco di volumi e prospettive e ancora pertinente al mondo delle cose visibili, quasi un pezzo di design.

Già ne La sposa di Arlecchino del 1979, invece, si evince la nuova sfida di Melotti: lasciare all’occhio dello spettatore il completamento mentale dei volumi soltanto allusi, mai tracciati, in un gioco di pieni e di vuoti in cui la dimensione non conta più. La sensazione di incompiuto sembra richiamare il ‘non finito’ Michelangiolesco. Le opere del Melotti, come quelle del Buonarroti, paiono lottare contro il materiale inerte per venire alla luce disegnando contorni sfocati che ben delineano, però, i piani spaziali giocando sull’immaginazione dello spettatore. L’indefinito resta una categoria universale e oggi come allora alimenta il mistero: scelta stilistica del genio o tormento interiore?

Senza titolo - 1950

Alla smaterializzazione delle forme però si accompagna il rispetto tecnico dell’utilizzo di più materiali (ottone, gesso, tessuto, carta), tutti documentati nell’antologica curata da Celant che risulta così essere non mera esposizione, ma racconto del movimentato percorso artistico di un maestro del Novecento.

 

Fausto Melotti – a cura di Germano Celant

Napoli – Madre,via Settembrini 79

19 dicembre 2011 – 9 aprile 2012

Lunedì e mercoledì – sabato: 10.30 – 19.30; domenica 10.30 – 23.00; chiuso il martedì
Biglietti: Intero € 7,00 – Ridotto € 3,50 – Speciale gruppi prenotati [max 30]: € 4,00

Catalogo Electa

Info e prenotazioni: telefono: +39.081.193.13.016 [dal lunedì al venerdì 9 - 18 ; sabato 9- 14]

Altre informazioni utili sulla mostra e sul museo sono disponibili sul sito: www.museomadre.it

Anna Bastione

foto electaweb.it; globartmag.com; museomadre.it

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