Nasce l’Alleanza per l’Italia

Parma ospita la prima convention del movimento. Forti critiche al governo Berlusconi e intanto Rutelli strizza l’occhio a Casini e Fini

di Nicola Gilardi

rutelli

Francesco Rutelli

«Parma ci porterà bene: c’è bisogno di un cambiamento rispetto ad una destra condizionata dalla Lega e da una sinistra che torna indietro». Sono state queste le prime parole di Francesco Rutelli che lancia il suo nuovo partito politico dopo la rottura con il Pd.
Il clima è volutamente austero, ma le dichiarazioni non lasciano spazio all’immaginazione. L’Api sarà un partito di centro e si ipotizza un “matrimonio” proprio con l’Udc di cui Rutelli dice: «Per ora abbiamo colloqui romantici… È chiaro che abbiamo molto in comune e vogliamo costruire qualcosa di più grande e importante».

Casini non è però l’unico interlocutore, ma c’è anche Gianfranco Fini, nuovamente ai ferri corti con il presidente del Consiglio. «Fini prima o poi dovrà scegliere: o un nuovo atto di sottomissione a Berlusconi, o una scelta coraggiosa di segno diverso».
Gli spunti lanciati sono molti, il primo è sicuramente la fine del bipolarismo, ed infatti la volontà di Rutelli è proprio quella di creare un centro in grado di formare una maggioranza. Poi c’è la forte presa di posizione nei confronti di Di Pietro che sarebbe diventato «la negazione dello Stato di diritto».

La prova per la nuova formazione politica è dietro l’angolo e saranno le elezioni regionali, ma la posizione dell’Api è ancora incerta, però Rutelli di una cosa è sicuro e dice: «Io con Berlusconi non andrò».
Nella convention si distingue poi il discorso di uno dei vip presenti, Stefano Bertelli, amministratore delegato del gruppo Prada che si scaglia contro il presidente del Consiglio dichiarandi: «Berlusconi ci ha messo in una condizione scandalosa di fronte all’opinione pubblica mondiale» ed auspica che presto venga «buttato fuori».

Il centro dello scenario politico torna così a ripopolarsi con nuovi attori. Il centrismo che ha caratterizzato il passato italiano, con il dominio della Dc sembra comunque molto lontano. Però con le spaccature a sinistra, ma anche a destra, potrebbero rivelarsi delle sorprese. Alcuni ipotizzano nuove elezioni e gli equilibri oggi costituiti potrebbero sfaldarsi. Primo fra tutti Gianfranco Fini, che non sembrerebbe insensibile alle lusinghe del centro. Berlusconi avrebbe così pochi appigli per creare una alleanza, anche se la Lega è un partito forte sotto il punto di vista elettorale. L’incognita maggiore resta sempre il Partito Democratico, stretto nella morsa tra Idv e Udc ed ancora alla ricerca della sua identità perduta, ma che forse non ha mai avuto.

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