Napolitano risponde a Berlusconi: «Non sono di parte»

Il Presidente della Repubblica sottolinea la sua neutralità agli schieramenti e auspica un dialogo costruttivo fra le forze politiche e sociali.

ll presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

ll presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Roma – Momenti difficili per il Quirinale. Il Presidente della Repubblica, al centro delle polemiche, ribatte a quanti lo definiscono uomo di sinistra e dichiara: «Da anni non sono più uomo di parte». Durante l’intervento tenutosi alla prima conferenza dei prefetti, Napolitano rimarca di essere «uomo delle istituzioni, già 13 anni fa, quando ho ricoperto il ruolo di Ministro dell’Interno». Una dichiarazione in risposta agli attacchi reiterati che gli sono stati inviati dagli esponenti del Popolo delle Libertà dopo la bocciatura del Lodo Alfano.

Il Giornale di Vittorio Feltri, in data 11 Ottobre, però sostiene l’esistenza di un patto fra il Presidente della Repubblica e gli uomini di Berlusconi affinchè il lodo passasse. Nella ricostruzione del giornale della famiglia Berlusconi si dice che gli uomini del Quirinale abbiano aiutato la stesura della legge per agevolarne il superamento della sentenza della Consulta. Da questo sarebbe poi derivata la dichiarazione del Presidente del Consiglio: «Mi sento preso in giro». La secca smentita però non si è fatta attendere. In una nota diffusa ieri si legge: «E’ del tutto falsa l’affermazione che al Quirinale si siano “stipulati patti” su leggi la cui iniziativa, com’è noto spetta al Governo, e tanto meno sul superamento del vaglio di costituzionalità affidato alla Consulta».

Già in occasione della promulgazione dello scudo fiscale erano state fatte delle polemiche provenienti da Antonio Di Pietro che aveva accusato il Presidente Napolitano di «viltà e abdicazione». L’IdV infatti chiedeva a gran voce un rinvio della legge al Parlamento per modificare quello che venne definito come «riciclaggio di Stato».
Le critiche però non sono arrivate solo da esponenti politici. Di ritorno dal viaggio in Basilicata, infatti, Napolitano venne invitato da un cittadino a non firmare la promulgazione dello scudo. Il Presidente però rispose che «Non firmare non significa niente. Se non firmo oggi il Parlamento rivota un’altra volta la stessa legge e a quel punto io sono obbligato a firmare».

Questo clima di forti contrapposizioni ha generato numerose perplessità. «Auspico un clima costruttivo di dibattito e ricerca sui temi della politica» dice Napolitano, ma anche Giampaolo Pansa in un’intervista del Corriere della Sera dichiara: « È ora di fermarsi, sento aria di anni Settanta».

Nicola Gilardi

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