Napolitano: infortuni sul lavoro e morti bianche sempre inaccettabili

ROMA – «Gli infortuni sul lavoro e le morti bianche costituiscono un fenomeno sempre inaccettabile. La loro significativa riduzione nel 2010 deve essere considerata non un traguardo ma una tappa del percorso volto ad assicurare la piena osservanza di tutte le norme a garanzia della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori». Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato al Presidente dell’Associazione Nazionale fra i lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, Daniele Bettoni, in occasione della 61° Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro.

 

Un evento che, ha aggiunto il capo di stato «rappresenta un’importante occasione per ricordare tutti coloro che hanno visto sacrificata la propria salute o addirittura la propria vita nei luoghi di lavoro». Anche il «tragico crollo di Barletta che ha provocato la morte di giovani donne costrette a un lavoro nero vergognosamente sottopagato ha gettato la luce su pratiche intollerabili», ha sottolineato Napolitano.

 

«Pur nella crisi economica generale che negli ultimi anni ha colpito il nostro Paese e tutto il mondo occidentale – ha aggiunto il presidente della Repubblica – non può abbassarsi la guardia riducendo gli investimenti nel campo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro». A giudizio di Napolitano «è perciò necessario continuare a contrastare con determinazione la piaga del lavoro nero al quale troppo spesso si accompagnano forme di sfruttamento e di violazione delle norme a tutela della sicurezza».

 

Nel messaggio al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, il Capo dello Stato ha reso il suo commosso omaggio a quanti hanno perso la vita per i disastri ambientali e industriali ricordando le drammatiche conseguenze: «La ricorrenza rappresenta un’importante occasione di riflessione e di confronto su un tema di grande attualità per il nostro Paese. Occorre operare affinché i processi di trasformazione territoriale, di urbanizzazione e di sviluppo delle attività economiche siano realizzati con la dovuta attenzione alla sicurezza, alla incolumità pubblica ed al rispetto dell’ambiente e delle sue insostituibili risorse».

 

«A tal fine – ha proseguito – si impone un responsabile impegno da parte delle istituzioni, nazionali e locali, della comunità scientifica e degli operatori economici per sviluppare la cultura della previsione e della prevenzione, cui va affiancata una costante e puntuale azione di vigilanza e di controllo».

Natalia Radicchio

Foto| via www.adnkronos.com

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