Napolitano e i vescovi, lo scontro su antipolitica e corruzione

il dibattito sull'antipolitica e le complicazioni: la Chiesa condanna la corruzione, "meglio un antipolitico onesto che un politico corrotto"

corruzione

Monsignor Bregantini e le sue chiare parole su antipolitica e corruzione (molisetabloid.altervista.org)

Roma – Se Napolitano pensava di unire gli italiani sotto la bandiera della politica per combattere l’antipolitica, le ultime risposte giunte devono averlo stupito; attaccato dai grillini, ora il Presidente della Repubblica sembra in difficoltà anche con i vescovi, dopo le dichiarazioni di monsignor Bregantini, che ha spiegato con fermezza come un politico corrotto sia molto peggio di un antipolitico onesto.

RADIO VATICANA – Monsignor Bregantini è arcivescovo di Campobasso e presidente della commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro; la sua intervista è giunta ieri a Radio Vaticana, ma le reazioni politiche sono state lente e solo oggi si è diffuso il testo. La posizione dell’arcivescovo è netta: molto peggio un politico corrotto, perché «è la corruzione che crea entrambi i guai. L’allontanamento dalla politica e poi, di conseguenza, il disservizio». Una risposta neppure troppo indiretta alle frasi di Napolitano nei giorni scorsi.

ANTIPOLITICA – Napolitano aveva ammonito media e cittadini, ricordando che l’antipolitica è «a più grave delle patologie cui siamo chiamati a far fronte». Nel silenzio che si era stabilizzato sul panorama politico, quasi nessuno aveva contestato le parole di Napolitano, magari ricordando che la corruzione e le organizzazioni mafiose potevano essere un problema altrettanto grave, forse più urgente e, al tempo stesso radicale. Il primo a dirlo pubblicamente, però, è stato un vescovo e anche questo è un segno di un’Italia – e di una Chiesa – che cambia.

Peggio un politico corrotto che un antipolitico onesto

Peggio un politico corrotto che un antipolitico onesto

CHIESA SOCIALE – L’attenzione al sociale della Chiesa cattolica è cresciuta anche ai piani alti, in questi ultimi tempi; se già da tempo il sistema di assistenza italiano funziona grazie soprattutto all’impegno della Chiesa cattolica e dei suoi fedeli – e qui basta pensare ai servizi che la Caritas fornisce, non sicuramente a prezzo di mercato, spesso sostituendosi alle istituzioni in ruoli chiave – soprattutto con l’arrivo di Francesco in Vaticano l’attenzione sulle difficoltà sociali non è mai passata in secondo piano. Così anche il giudizio di Bregantini è un esempio di carità ed esortazione: «Però, non stiamo lì tutti, con l’indice puntato contro pochi; dobbiamo tutti insieme dire: creiamo delle istituzioni partecipative che ci permettano di tenere sotto controllo i politici, non solo additandoli ma condividendo, imparando però anche da noi stessi che il denaro, se tu non lo sai usare, ti schiavizza».

IL BUIO – Bregantini è chiaro nello stabilire le priorità: «Corruzione e antipolitica: alla fine, sono il medesimo risultato triste di un fenomeno di mancanza di etica all’interno della politica. Credo che occorrano molte mani: ecco il punto nodale. Dobbiamo fare un’economia dove le decisioni non siano prese da pochi in stanze oscure, ma siano trasparenti, ci siano organi di controllo, ci sia la partecipazione della base … è il buio che crea la corruzione o l’antipolitica».

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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Una risposta a Napolitano e i vescovi, lo scontro su antipolitica e corruzione

  1. avatar
    Castronovo Giuseppe 12/12/2014 a 16:23

    MAFIA CAPITALE: ECHI DAL PARLAMENTO
    On. Straccio: collega Cencio….è da giorni che mi sto chiedendo…
    On. Cencio: che cosa?
    On. Straccio: ma le sacre oche che dovevano difendere il Campidoglio c’erano? E se c’erano cosa facevano?
    On. Cencio: mi risulta che fossero presenti !
    On. Straccio: come mai allora è successo tutto quello che sta venendo fuori con l’indagine della Procura di Roma?
    On. Cencio: Semplice! Anche loro erano momentaneamente assenti perché invitate a pranzo.

    Rispondi

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