Napolitano avverte la Lega: “Il popolo padano non esiste”

 

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (statoquotidiano.it)

Napoli – “E’ chiaro, il popolo padano non esiste”. E’ con queste parole che il capo dello Stato Napolitano, in visita alla facoltà di giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli, ha ulteriormente chiarito la sua posizione nei confronti dei propositi di secessione padana invocata a più ripresa dalla Lega.

«Nelle leggi non c’è una via democratica alla secessione» ha voluto precisare Giorgio Napolitano alla sua platea. Dal presidente della Repubblica arriva un forte invito a perseguire la via del federalismo fiscale e di un maggior coinvolgimento delle regioni ma anche un monito deciso e convinto: “Tutto questo è lecito, ma ove dalle chiacchiere si passasse ad atti preparatori di qualcosa che va verso la secessione, tutto cambierebbe”.

E chiunque affermi il contrario – sostiene Napolitano – ignora più o meno volontariamente la Costituzione che, nel suo quinto articolo, riconosce appunto ampia autonomia alle autorità locali ma ribadisce anche come la Repubblica italiana sia una e indivisibile. La replica dell’oratore d’eccezione alle dichiarazioni di Bossi poste al centro del discorso dal professor Massimo Villone non lascia dunque spazio a equivoci: “Sono grida che si levano dai prati con scarsa conoscenza della Costituzione”. Ricorda infatti Napolitano che la sovranità del popolo è si intoccabile ma solo finché esercitata secondo la legge.

Una stoccata forte e decisa alla quale non poteva certamente non far seguito la replica del Carroccio. Ad intervenire è, in particolare, il ministro Calderoli: “Napolitano è sempre molto saggio ma fa finta di dimenticare il diritto universalmente riconosciuto alla autodeterminazione dei popoli”.  E a chi accusa il partito padano di destabilizzare la Repubblica ricorda che la Lega opera al fianco e in favore della democrazia da oltre 20 anni.

Per Napolitano, tuttavia, l’Italia ha altre priorità con le quali confrontarsi al momento. A cominciare da una nuova legge elettorale che, secondo il presidente, dovrebbe avere l’arduo compito di ricomporre il rapporto di responsabilità tra elettore e eletto.

Redazione

Foto homepage via: fanpage.it

 

 

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